XIII domenica del tempo Ordinario

Affresco - Cappella degli Scrovegni - Padova (Particolare delle nozze di Cana)
GIOTTO, Volto di Cristo
30 giugno 2013
di ENZO BIANCHI
Gesù ha esposto con franchezza le esigenze della sua sequela, valide per tutti i cristiani. Come rispondere alla chiamata che nasce dal suo amore per noi? Con l’amore: amando Gesù al di sopra di tutto, più di ogni altro nostro amore

Anno C
Lc 9,51-62

30 giugno 2013
di ENZO BIANCHI

Come seguire il Signore Gesù, come camminare «sulle sue tracce» (cf. 1Pt 2,21)? Questa la domanda alla quale il vangelo odierno risponde.

Il brano si apre con un’annotazione importante: «Gesù rese duro il suo volto per andare a Gerusalemme». Inizia qui la parte centrale del vangelo secondo Luca, quella in cui Gesù persegue il suo cammino verso la città santa con estrema risolutezza, raccogliendo tutte le sue forze per fare fronte alle difficoltà che lo attendono; egli sa infatti che «non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme» (Lc 13,33). E nonostante il suo desiderio di mostrare alla città santa la via della pace, prima della passione non gli resterà che il pianto su di essa, incapace di riconoscere chi la visitava per portarle la vita (cf. Lc 19,41-44)…

Gesù invia avanti a sé alcuni messaggeri incaricati di annunciare il suo passaggio ma questi, giunti in un villaggio samaritano, vengono respinti a causa di un’antica rivalità religiosa tra i giudei e gli stessi samaritani (cf. Gv 4,9). Non sempre Gesù è accolto con favore; quel che è certo, invece, è la sua volontà di non vendicarsi, di non reagire con la violenza allo sgarbo ricevuto. Ma questo non è l’atteggiamento spontaneo dei suoi discepoli che, rappresentati da Giacomo e Giovanni, gli impetuosi «figli del tuono» (Mc 3,17), vorrebbero far scendere un fuoco dal cielo su chi li ha respinti. Essi possono appellarsi a un precedente illustre: il profeta Elia aveva agito in questo modo contro i suoi avversari (cf. 2Re 1,10.12). Non così Gesù, che non vuole opporre ostilità a ostilità: egli vive radicalmente quell’amore per il nemico che insegna (cf. Lc 6,27-35), e così mostra a chi lo segue come non si debba mai cadere nella terribile logica della «reciprocità»… Il discepolo di Gesù Cristo è sempre e solo chiamato a fare il bene, anche nei confronti di chi lo osteggia!

Durante questo cammino verso Gerusalemme due «aspiranti discepoli» si propongono a Gesù, e un altro, chiamato da lui, gli pone delle condizioni preliminari. Atteggiamenti inadeguati alla sequela di Gesù, perché per intraprendere quel cammino ciò che conta è ascoltare la chiamata di Gesù, accoglierla e obbedirle, pronti ad andare con lui anche dove non vorremmo, senza ostacolare le esigenze che lui pone: così è avvenuto, pur in mezzo a infedeltà e cadute, a quanti hanno seguito Gesù sulle strade della Galilea e della Giudea…

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