IV domenica di Avvento

Affresco romanico - catalano
Visitazione di Maria ed Elisabetta
23 dicembre 2012
commento al Vangelo
di
ENZO BIANCHI
La presenza di Cristo che dimora in ciascuno di noi (cf. Gal 2,20) dovrebbe trasfigurare le nostre vite, facendone un’occasione di gioia e di salvezza per ogni uomo che incontriamo Anno C
Lc 1,39-48

23 dicembre 2012

Siamo giunti alla quarta domenica di Avvento ed è ormai imminente la memoria della venuta del Signore Gesù nella carne, pegno della sua Venuta nella gloria. Dopo la contemplazione del Veniente alla fine dei tempi e del Veniente annunciato da Giovanni il Battezzatore, oggi la liturgia ci propone di meditare sull’episodio della visitazione di Maria a Elisabetta: il Messia Gesù, ancora nel grembo di Maria, trasfigura l’incontro tra due donne, e la sua sola presenza è causa di gioia e benedizione, nonché di un misterioso riconoscimento da parte di tutta la profezia riassunta in Giovanni, il figlio di Elisabetta.

Maria ha appena ricevuto dall’angelo l’annuncio della sua straordinaria maternità – «Lo Spirito santo scenderà su di te … colui che nascerà sarà Santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35) – e ha obbedito prontamente alla chiamata di Dio, pronunciando il suo: «Eccomi!». Subito la giovane vergine di Nazaret, ormai divenuta Arca dell’alleanza in quanto Dimora del Signore (cf. Es 40,35), si reca verso la montagna della Giudea, per andare a trovare la cugina Elisabetta: essa, pur sterile, è al sesto mese di gravidanza, grazie all’azione dello Spirito di Dio (cf. Lc 1,13-15), cioè alla sua misericordia cui nulla è impossibile (cf. Lc 1,37)… Il viaggio di Maria avviene «in fretta», è contrassegnato dall’urgenza escatologica di chi porta in sé il Messia e desidera condividere questo dono inestimabile; il suo è un viaggio missionario, o meglio un viaggio di carità che diventa missionario: essa va mossa dall’amore, per mostrare concretamente la sua vicinanza all’anziana parente, e finisce per portare Cristo…