XVII domenica del tempo Ordinario

Tempera su tavola - Maestà (particolare della tavola del Getsemani)  Siena
DUCCIO DI BONINSEGNA, Gesù in preghiera

28 luglio 2013
commento al Vangelo
di
ENZO BIANCHI
Lo Spirito versa nei nostri cuori la capacità di riconoscerci figli di Dio e fratelli di Gesù; di riconoscere tutti e tutto come voluti, creati e amati da Dio

Anno C
Lc 11,1-13

28 luglio 2013

 

«Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni il Battezzatore ha insegnato ai suoi discepoli»: questa è la domanda che anche noi, oggi, rivolgiamo al Signore Gesù, ascoltando in risposta la sua catechesi sulla preghiera.

La richiesta dei discepoli nasce dal vedere Gesù in preghiera: nel deserto, nella notte, al mattino presto egli preserva tenacemente il tempo essenziale per nutrire la relazione con Dio che lo ha mandato e che gli dà la forza per vivere al servizio suo e degli uomini. Luca è l’evangelista che insiste maggiormente sulla preghiera di Gesù, collegandola ai momenti salienti della sua vita, dalla preghiera durante il battesimo (cf. Lc 3,21-22) fino a quella con cui sulla croce Gesù invoca dal Padre il perdono per i suoi carnefici (cf. Lc 23,34) e poi consegna il proprio respiro nelle sue mani (cf. Lc 23,46). Gesù dunque insegna ciò che lui stesso vive in prima persona. La sua è una preghiera personalissima, in cui si rivolge a Dio chiamandolo «Papà», con la sfumatura di particolare confidenza insita nel termine Abbà (cf. Mc 14,36); è la porta d’accesso al mistero della sua persona, tutta sotto il segno della filialità nei confronti del Padre amato.

Ecco perché egli risponde ai discepoli ammaestrandoli con il «Padre nostro», «sintesi di tutto il vangelo» (Tertulliano). Il Pater – che oggi ascoltiamo nella versione di Luca – più che una formula costituisce un compendio delle indicazioni di Gesù sparse nei quattro vangeli: è una traccia, un canone che ricapitola l’essenziale della preghiera cristiana. All’invocazione: «Padre», seguono cinque domande, poste in un ordine preciso. Innanzitutto si prega per Dio, chiedendogli che il suo Nome sia santificato, che tutti possano cioè riconoscerlo quale Dio tre volte Santo. Domandando: «Venga il tuo Regno», si invoca che la signoria di Dio si manifesti sulla terra attraverso la pace, la giustizia, la riconciliazione; nel contempo, si chiede la venuta escatologica del Regno, inaugurato da Gesù (cf. Lc 11,20; 17,21), ma non ancora realizzato compiutamente. Solo in un secondo momento il cristiano prega per i propri bisogni: il pane quotidiano, frutto della benedizione di Dio sul lavoro dell’uomo; il perdono dei peccati, condizionato dal perdono accordato ai fratelli (cf. Mt 6,14-15); l’aiuto di Dio per non soccombere nell’ora della tentazione.

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