Funerale di don Luigi Pozzoli

Bose, 14 ottobre 2007
don Luigi Pozzoli
Milano, 21 dicembre 2011
Omelia di ENZO BIANCHI
Don Luigi ci ha parlato, ma ci parla ancora; ha pregato per noi, ma ora prega per noi ancora di più; ha gioito con noi, ma ora gioisce ancora di più

Milano, 21 dicembre 2011
Parrocchia di Santa Maria al Paradiso
Omelia di ENZO BIANCHI

«Venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”» (Gv 20,19). Abbiamo ascoltato l’annuncio cristiano per eccellenza, l’annuncio della resurrezione di Gesù, l’annuncio che l’amore è più forte della morte (cf. Ct 8,6). Perché la resurrezione di Gesù significa questo: che Gesù «avendo amato fino alla fine, fino all’estremo» (eis télos: Gv 13,1) quelli che aveva incontrato e in mezzo ai quali era vissuto, non poteva restare preda della morte, come dice Pietro nel suo primo discorso post-pasquale (cf. At 2,24). Per questo Dio lo ha risuscitato, in modo che apparisse a tutti gli uomini che c’è un vincitore possibile della morte: l’amore.

Eccoci davanti a un uomo, un cristiano, un presbitero che è morto. È qui in mezzo a noi, è lui il celebrante di questa liturgia in cui viene manifestato il suo esodo pasquale da questo mondo al Padre: è don Luigi che davanti a Dio, in giudizio davanti al Signore, presenta la sua vita, e della sua vita soprattutto le relazioni intessute, la capacità di amore, di amicizia. È don Luigi che oggi diventa il testimone del fatto che l’amore vince la morte. Don Luigi ha sempre parlato e scritto di questo mistero della nostra fede, l’ha vissuto come prete, nel suo ministero, in particolare qui in questa parrocchia. La sua fede era avvolta da grande saldezza e serenità. E se, soprattutto attraverso il suo amore per la letteratura e le sue ricerche in questo campo, aveva conosciuto e gridato le parole a volte disperate dell’uomo (in Cioran, Camus, Canetti e tanti altri da lui letti e indagati), cionondimeno la sua fede-adesione, semplice e sempre stupita come quella di un bambino, innestava fiducia in chi lo ascoltava.