Per una memoria riconciliata

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Il Cardinal Alojzije Stepinac (1898-1960) fu arcivescovo di Zagabria durante la seconda guerra mondiale. Beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1998, la continuazione del processo di canonizzazione ha evidenziato punti di vista molto diversi tra cattolici croati e ortodossi serbi, tali che si stenta a credere, ascoltando gli uni e gli altri, che si parli della stessa persona. Per questo, papa Francesco, in risposta a una lettera del patriarca della chiesa ortodossa serba Irinej, tramite il card. Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, in una visita ad hoc in Serbia il 24 febbraio 2015 (e poi ancora nel maggio dello stesso anno), ha proposto, con intelligenza profetica, che venga nominata da parte della chiesa cattolica e della chiesa ortodossa serba una commissione congiunta formata da cattolici, ortodossi e studiosi indipendenti, al fine di analizzare e cercare di chiarire insieme i fatti storici prima durante e dopo la II guerra mondiale. La commissione, creata dunque su iniziativa del Santo Padre, dopo vari incontri e consultazioni tra rappresentanti della Santa Sede, della chiesa ortodossa serba e della conferenza episcopale croata, risulta così composta:

Presidenza di “patrocinio” della Santa Sede: Rev.mo P. Bernard Ardura, o. praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

Membri della Chiesa Cattolica di Croazia: S. Em. Card. Josip Bozanić, Arcivescovo di Zagabria; S.E. Mons. Ratko Perić, Vescovo di Mostar-Duvno; S.E. Mons. Antun Škorčević, Vescovo di Požega; Dr. Jure Krišto, Istituto Croato per la Storia; Dr. Mario Jareb, Comitato Croatodi Scienze Storiche.

Membri della Chiesa Ortodossa Serba: S. Em. Amfilohije, Metropolita del Montenegro e del Litorale; S. Em. Porfirije, Metropolita di Zagabria e Lubiana; S.E. Irinej, Vescovo diBačka; S.E. Jovan, Vescovo della Slavonia; S.E. Prof. Darko Tanasković, Ambasciatore, Delegato Permanente della Repubblica di Serbiapresso l’UNESCO.

La commissione ha tenuto la sua prima sessione a Roma il 12-13 luglio 2016: sono state chiarite e approvate la metodologia di lavoro e la tempistica. E nuovamente a Roma è previsto l’incontro conclusivo nel luglio 2017. La prossima riunione si terrà a Zagabria nei giorni 17-18 ottobre 2016: verrà studiato il ruolo del card. Stepinac prima del 1941. Successivamente la commissione si riunirà in Serbia, e prenderà in considerazione le relazioni del card. Stepinac con il regime degli Ustascia. Poi di nuovo in Croazia per studiare le relazioni tra il cardinale e il regime comunista del maresciallo Tito. Un comunicato della sala stampa della Santa Sede del 13 luglio 2016 precisa che la commissione è incaricata di svolgere un lavoro scientifico, seguendo la metodologia delle scienze storiche, basata sulla documentazione a disposizione e la sua contestualizzazione. Essa non interferirà sul processo di canonizzazione del beato cardinale Alojzije Stepinac, che è di stretta competenza della Santa Sede.

L’istituzione e il lavoro della commissione è di primaria importanza per favorire la purificazione della memoria e le relazioni fraterne. Le ferite reciproche nelle relazioni tra cattolici croati e ortodossi serbi rendono necessaria una rilettura comune della storia nel modo più oggettivo possibile, in vista di una piena riconciliazione. In un articolo apparso sull’Osservatore Romano il 19 gennaio 2016 p. Hyacinthe Destivelle, del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha sottolineato che è proprio grazie a un simile processo di rilettura comune della storia che è stato possibile, ad esempio, cancellare le reciproche scomuniche del 1054 con un atto congiunto del beato papa Paolo VI e del patriarca ecumenico Atenagora, il 7 dicembre 1965. Un altro esempio riuscito di questo processo in Europa centrale ci è fornito dalla commissione ceca Husovkà, che ha riletto, negli anni novanta del secolo scorso, la storia dolorosa delle relazioni tra cattolici e ussiti.

Sicuramente, a partire da una lettura storica oggettiva, all’interno della commissione sarà necessario un grande senso di makrothymìa, di comprensione di ciò che fa soffrire il fratello e di condiscendenza, memori della parola del Signore: “Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all'altare, e va' prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta” (Mt 5, 23-24) e “Chi si umilia sarà innalzato!” (Lc 14,11). In questo giubileo della misericordia, più che mai è necessaria anche la nostra preghiera perché lo Spirito illumini i componenti della commissione in vista di un risultato di pace e fruttuoso secondo Dio, e perché questo processo di rilettura comune della storia possa servire da modello evangelico ad altre situazioni in cui la memoria è tuttora lacerata dalle ferite del passato.