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La comunità nasce dalla responsabilità verso l’altro. L’altro è altro e tale deve rimanere, l’altro è unico, tra “io” e “tu” c’è un’irrimediabile distanza; nel contempo, però, io e l’altro, “io” e “tu” siamo chiamati alla relazione, al dialogo, all’accoglienza reciproca,
e questo richiede una grande responsabilità dell’uno verso l’altro: di
fronte all’altro devo deporre la sovranità del mio io per poter incontrare l’altro e con lui dire: “noi”.
In questo fascicolo pubblichiamo la lezione magistrale tenuta a Carpi il
19 settembre 2009, nell’ambito del IX “Festival filosofia”.
per ordinare il fascicolo:
ENZO BIANCHI
La comunità
© 2011 Edizioni Qiqajon
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La fraternità è un imperativo avvertito dalla coscienza umana come decisivo e, nello stesso tempo, è anche il comando cristiano che dichiara la fraternità contrassegnata dall’amore dell’altro, la cui esemplarità vissuta ci è stata data da Gesù di Nazaret. Così amare il prossimo significa riempire di amore il nostro rapporto di fraternità con gli altri uomini. Gesù ci ha insegnato ad andare sempre oltre i confini stabiliti dalla fraternità carnale, etnica o religiosa. Ecco perché ha detto: “Voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8), per insegnarci che qualunque uomo o donna, di qualsiasi lingua, popolo e cultura, è per ciascuno di noi un fratello, una sorella.
In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Padova il 29 maggio 2010 nell’ambito dell’“Evento francescano” organizzato dall’ordine francescano secolare d’Italia.
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Il dono dello Spirito, compimento di tutta la missione del
Figlio, è potenza, è autorevolezza in vista della remissione dei
peccati per tutti gli uomini.
La fatica della coscienza umana non basta per discernere il
peccato, ma occorre anche lo Spirito santo: senza di lui la
fatica della coscienza non conduce alla conversione, che è sempre trasformazione
del cuore, dono di un cuore nuovo e infusione di uno spirito
nuovo.
In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Barletta il 27
agosto 2009, nell’ambito della LX Settimana liturgica nazionale
organizzata dal Centro di azione liturgica (Cal): “‘Lasciatevi riconciliare con Dio’ (2Cor
5,20): celebrare la misericordia”.
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Non conformarsi alla mentalità di questo mondo significa avere il coraggio di una “vita altra”. Ma il non conformismo cristiano non può ridursi a un semplice e acritico “no” nei confronti del mondo in cui viviamo; non può significare non ascolto e lontananza dalla fatica degli uomini non cristiani.
In questo fascicolo pubblichiamo le due lectio divine tenute a Torino il 23 e 24 giugno 2009, nell’ambito del XXXIII Convegno nazionale delle Caritas diocesane: “‘Non conformatevi a questo mondo’ (Rm 12,2). Per un discernimento comunitario”.
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L’esclamazione liturgica “Mistero della fede!” è veramente la sintesi di tutta l’azione di Dio a favore dell’uomo e del cosmo. Dio vuole rivelare a tutti il mistero del suo Regno, vuole consegnare a tutti la buona notizia che egli stesso, Dio regna! Il mistero di cui Dio ha voluto che noi uomini fossimo tutti partecipi è il mistero pasquale rivelato e compiuto da Gesù Cristo e da noi nell’eucaristia celebrato!
In questo fascicolo è pubblicata la relazione tenuta a Palermo il 26 agosto 2008, nell’ambito della LIX Settimana liturgica nazionale organizzata dal Centro di azione liturgica (CAL): “Celebrare per avere parte al mistero di Cristo”.
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 Testi di meditazione n°149
Mai la parola di Dio può essere capita, accolta, recepita senza lo Spirito santo e, specularmente, mai lo Spirito santo è effuso nel cuore degli uomini e sulla chiesa se non accompagnato dalla parola di Dio. Questa è la consapevolezza che ci deve accompagnare nella nostra vita di credenti: mai la Parola senza lo Spirito, mai lo Spirito senza la parola! Non c’è proclamazione della parola di Dio se non accompagnata dalla forza dello Spirito santo e che non c’è ascolto della parola di Dio senza l’azione dello Spirito santo, e non c’è realizzazione della parola di Dio nelle nostre povere vite se lo Spirito santo non è all’opera in noi.
per ordinare il fascicolo:
Lo Spirito del Signore è sopra di me (Lc 4,18-19)
© 2009 Edizioni Qiqajon
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 Testi di meditazione n°148
Il primato della parola di Dio, la sua centralità nella vita della chiesa: come sono vissuti nelle nostre comunità e nella chiesa intera
in questo inizio del terzo millennio? Nei due testi che si trovano
accostati in questo fascicolo, il priore di Bose analizza il rapporto
tra Parola e comunità dei credenti a partire dal rinnovamento voluto dal concilio Vaticano II, mostrando quanto vi è di positivo e individuando i lati ancora carenti, nella certezza che i frutti dello Spirito che si possono discernere nella vita di una comunità cristiana provengono dall’ascolto perseverante della parola di Dio contenuta nelle Scritture.
Per ordinare il fascicolo:
La lettura della Bibbia oggi
© 2009 Edizioni Qiqajon
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 Testi di meditazione n°145
“Ciò che nella fede ebraica e cristiana è fondamentale e originario, non è il parlare di Dio o il parlare a Dio da parte dell’uomo, ma il parlare di Dio all’uomo. Il Dio che parla è il Dio che crea l’alterità, che suscita la storia, che cerca relazione.
È il Dio che si rivela, cioè che non si trova al termine della ricerca
dell’uomo e che non coincide con il suo desiderio di trascendere se
stesso, ma è presenza che, con iniziativa sovrana e non condizionata, si dona. Dunque, la parola dell’uomo a Dio è seconda rispetto alla parola di Dio, è una risposta. Ma è necessaria”.
Per ordinare il fascicolo:
Parola di Dio, parola a Dio
© 2008 Edizioni Qiqajon
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 Testi di meditazione n°142
Il problema serio nel nostro rapporto con gli animali e i vegetali è
che la nostra visione e percezione è ostruita, i nostri occhi sono
ciechi, i nostri orecchi non sanno ascoltare le cose; non fosse così, tutto ci apparirebbe opera di Dio, in relazione con lui. Noi dovremmo saper ritrovare Dio al cuore della vita, vederlo all’opera nella terra da lui creata, in relazione con tutte le creature. Dovremmo esercitarci alla “conoscenza degli esseri”, per imparare la “contemplazione della natura”, per avere lo stesso sguardo di Gesù
quando osservava gli uccelli dell’aria, la chioccia che raduna i
pulcini, le piante da frutto messaggere dell’estate, i gigli dei campi
più eleganti di Salomone. Il nostro amore diverrebbe così amore non
solo per gli uomini, ma anche per gli animali e per le creature tutte,
animate e inanimate: un amore cosmico!
Per ordinare il fascicolo:
Uomini, animali e piante
© 2008 Edizioni Qiqajon
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 Testi di meditazione n°144
“Il Dio biblico è il Dio Uno che si rivela; non è raggiunto dallo sforzo umano di elevarsi a lui e di conoscerlo, ma si rivela, cioè si dona per sua libera iniziativa e volontà. Egli non è definito in termini essenzialistici filosofici, ma relazionali: è il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. È il Dio dei padri. Rivelandosi, egli precede e fonda l'esperienza che l'uomo può fare di lui. In particolare, il Dio biblico si rivela mediante la parola: egli è il Dio che parla e parlando chiama l'uomo all’ascolto e alla relazione. Per la Bibbia questa relazione si chiama alleanza”.
In questo fascicolo sono pubblicate la conferenza inaugurale e le due lectio tenute a Lourdes il 26-27 ottobre 2007 in occasione di “Ecclésia 2007”, un raduno di settemila catechisti e operatori pastorali di tutte le diocesi della Francia.
Per ordinare il fascicolo:
Chiesa e parola di Dio
© 2008 Edizioni Qiqajon
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 Testi di meditazione n°138
Don Giuseppe è stato un didàskalos,
un maestro della preghiera cristiana,
una preghiera
essenzialmente ispirata dalla Scrittura.
Egli ha saputo vivere la preghiera
cercando di darle il primato nel quotidiano,
all'interno di una vita
in cui l'impegno nella storia degli uomini
è sempre stato radicale e forte.
Per ordinare il fascicolo:
ENZO BIANCHI
Giuseppe Dossetti e la preghiera
© Edizioni Qiqajon 2007
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 Edizioni Qiqajon, 2007
La Gloria di Dio si rivelò sul monte Sinai
scese in mezzo al suo popolo
nella tenda dell’incontro
e pellegrinò con i figli di Israele
fino alla terra promessa;
si stabilì nel Santo dei santi.
Infine, la Shekhinà
è divenuta Presenza piena e definitiva
in Gesù Cristo e attraverso di lui
in ogni cristiano.
Per ordinare il fascicolo:
ENZO BIANCHI, Dov’è Dio?
© Edizioni Qiqajon 2007
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Se la fede
è un dono che si riceve,
la speranza è una decisione personale
che impegna lo sforzo della propria volontà.
Occorre decidere di sperare,
concepire una decisione
che genera la speranza e la fa nascere:
solo iniziando concretamente a sperare
si può accrescere la speranza!
Per ordinare il fascicolo:
ENZO BIANCHI
Aprire un varco alla speranza
© 2007 Edizioni Qiqajon
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Il concilio Vaticano Il deve essere letto
come una "nuova Pentecoste"
in cui si è tentata una riforma della chiesa,
un "aggiornamento" della sua dottrina e, soprattutto,
si è fermamente voluta una novità
nel modo di rapportarsi con l'umanità di oggi e,
di conseguenza, con la modernità.
Per ordinare il fascicolo:
Enzo Bianchi,
A quarant’anni dal concilio Vaticano II
© 2006 Edizioni Qiqajon
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Il rapporto tra chiesa ed eucaristia
è un rapporto essenziale e inscindibile,
poiché non si dà vera chiesa
senza eucaristia,
così come non vi può essere
vera eucaristia senza chiesa.
Per ordinare il fascicolo:
Enzo Bianchi, Eucaristia e chiesa
Edizioni Qiqajon, 2006
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La salvezza della storia
va sempre coniugata
con la salvezza delle storie:
è solo a partire dalla concretezza
delle nostre esistenze quotidiane
che la salvezza,
intrapresa come ricerca di senso
al fine di salvare la nostra vita,
come riuscita definitiva della nostra vita,
potrà divenire salvezza piena,
salvezza dalla morte.
Per ordinare il fascicolo:
Enzo Bianchi, Quale salvezza? Salvezza da cosa?
Edizioni Qiqajon, 2006
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