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Antologie di testi
raccolti dal priore ENZO BIANCHI
puibblcate da vari editori italiani



Letture per ogni giorno Stampa E-mail

© Editrice LDC, Torino, 2006-2009

La riforma conciliare della "Liturgia delle ore", mentre riaffermava il primato della parola di Dio contenuta nelle Scritture ha voluto che i fedeli potessero trovare un aiuto per l'ascolto e la meditazione della Parola nei testi dei padri della chiesa indivisa e negli scrittori di solida dottrina. È questa un'antica tradizione liturgica e monastica.

La presente raccolta di testi nasce in obbedienza a questa antica prassi ecclesiale. È il frutto di un lavoro e di una sperimentazione quasi trentennale tesi a offrire al popolo di Dio un nutrimento sia per la celebrazione comunitaria della "liturgia delle ore" sia per una lettura personale quotidiana. La nostra esperienza di comunità monastica composta da fratelli e sorelle provenienti da chiese cristiane diverse e il ministero di ospitalità aperto a uomini e donne di ogni provenienza e sensibilità ci hanno confermato nella convinzione che accanto all'autorità indiscussa dei padri orientali e occidentali della chiesa indivisa sia non solo possibile ma auspicabile leggere autori spirituali successivi, dal primo millennio fino agli albori del terzo. Unica, infatti, è in questi testimoni la ricerca di Dio, unica la sete di vedere il suo volto, unica l'attesa della venuta gloriosa del Signore, unico l'amore che anima la comunità dei credenti. "La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola" (At 4,32): è di questa unità che si fa testimone l'ecumenicità e la molteplicità delle voci qui raccolte.

Enzo Bianchi

Comunità monastica di Bose
Letture per ogni giorno
© Editrice LDC, Torino, 2006-2009

 
Regole monastiche femminili Stampa E-mail

© edizioni Einaudi, 2003

«Un cuore solo e un'anima sola»: questo il precetto fondamentale trasmesso dalla prima comunità monastica di Gerusalemme, divenuto nei secoli modello ideale per la vita comune in ogni monastero. Nei monasteri femminili, piú ancora che in quelli maschili, le donne che si consacrano a Dio attraverso la vita comunitaria sono prive di prospettive di gratificazioni personali, diremmo oggi di «carriera». Unite alle sorelle dal vincolo dell'amore e del perdono reciproco, dall'obbedienza e dall'humilitas, vivono nell'accudimento di un bene condiviso.

La loro vita è scandita dai rigidi orari che governano la preghiera e le incombenze quotidiane: le mura del monastero come confini del mondo, dove prende forma, come afferma Enzo Bianchi nella sua Introduzione, «una societas di donne che gestiscono tempi, spazi, lavori, economie in un'autonomia praticamente esente da qualsiasi interferenza esterna, una societas di cui possono entrare a far parte a pieno titolo donne già schiave o libere, ignoranti o colte, nobili o popolane, ricche o povere una societas la cui autorità - la badessa - è eletta liberamente con il voto di tutte le sorelle mediante quello che oggi chiameremmo un "suffragio diretto e universale"costituisce un ambito culturale ricco e liberante, difficilmente reperibile altrove nella società medievale».

Lisa Cremaschi

Enzo Bianchi
Regole monastiche femminili
© edizioni Einaudi, 2003

 
Regole monastiche d’occidente Stampa E-mail

Le «regole» che qui presentiamo sono esempi di «legislazione monastica scritta», atta a normare la vita di cristiani viventi in comune nel celibato: sono pertanto dei« codici» che fissano comportamenti, usi e costumi, radicandoli nel dettato biblico e nella tradizione dei padri e sovente motivandoli con approfondimenti spirituali. [...] Una faticosa ricerca di autenticità, una lucida coscienza del proprio peccato, una quotidiana sottomissione alla volontà di Dio manifestata nella sua Parola e nel volto dei fratelli, un costante abbandono alla misericordia di Dio percorrono questi testi, anche quelli apparentemente piú aridi. Da essi emerge con estrema freschezza e attualità la figura di uomini che hanno saputo vivere con integrità e fedeltà il grande precetto del servizio reso a tutti gli uomini nell'amore fraterno e nella vita comune. [...] Queste pagine sono un pressante richiamo per tutti i cristiani, ma costituiscono anche un grande segno di speranza per tutti gli uomini, per quanti, con lucidità o a tentoni, cercano un senso alla loro vita, una ragione per vivere per la quale valga la pena anche morire.

Dall'introduzione di Enzo Bianchi

Enzo Bianchi
Regole monastiche d'occidente
© edizioni Einaudi, 2003

 
Il libro dei testimoni Stampa E-mail

© Edizioni San Paolo, 2002

Fin dai primi secoli della Chiesa, i cristiani cominciarono a raccogliere i nomi dei martiri locali, consci che, come ricorda il celebre adagio di Tertulliano, «il sangue dei cristiani è un seme». Già nel IV secolo a Nicomedia, e pochi decenni più tardi nella regione di Aquileia, si avvertì il bisogno di ricordare la comunione universale tra le Chiese, mettendo insieme diverse liste di martiri locali, fino a produrre una raccolta globale dei testimoni: è il celebre Martirologio geronimiano.

Quando iniziarono le divisioni (nel V secolo con l'oriente non calcedonese, alla fine del primo millennio tra oriente bizantino e occidente latino, quindi nel secolo XVI tra cattolici e protestanti), i martirologi cominciarono a subire un'evoluzione contraria, rispetto a quella che ne aveva caratterizzato più di mille anni di storia: si continuarono ad aggiungere nomi nuovi agli elenchi dei frutti suscitati dallo Spirito lungo i secoli, ma soltanto quelli appartenenti alla propria Chiesa.

Enzo Bianchi
Il libro dei testimoni. Martirologio ecumenico
© Edizioni San Paolo, 2002

 

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Maria Stampa E-mail

© Mondadori, 2000

Maria è la terra che ha accolto la Parola, la terra offerta e predisposta all'opera di Dio: «la terra ha dato il suo frutto, ci ha benedetto Dio, il nostro Dio» (Sal 67,7). È quindi in Maria come terra (non sono forse color terra i volti della Vergine nelle icone orientali e in molla Madonne brune dell'Occidente?) che tutta l'umanità e la creazione riconoscono il proprio destino e nel contempo vi trovano celato quel desiderio, quella sete, quella nostalgia, quell'invocazione che sono deposti nel cuore di ogni frammento di creazione.
«Terra del cielo indica un duplice cammino: quello della grazia pellegrina in cerca della creazione e quello della creazione in attesa della pienezza di vita presente come seme nel proprio cuore. Essere «luogo-sito di Colui che non ha luogo-sito» ed essere terra del cielo è forse la vocazione più vera e autentica di Maria, la parola più eloquente che si possa dire su colei che ci consegna, proprio nel silenzio adorante, la sua Parola più preziosa: il Dio fatto uomo, la Parola diventata carne.

dalla prefazione di Enzo Bianchi

Comunità di Bose
Maria - Testi teologici e spirituali dal I al XX secolo
© Mondadori, 2000

 

 
Poesie di Dio Stampa E-mail

© edizioni Einaudi, 1999

Poeti laici e poeti religiosi, non credenti e uomini di fede, tutti accomunati dal tentativo di afferrare il fondamento supremo e misterioso dell'essere: poiché, come amava ripetere Ungaretti, la poesia «è testimonianza d'Iddio, anche quando essa è una bestemmia».

«La religiosità della poesia non ha che rare coincidenze con la vita inerente a una religione codificata, o ritualizzata» sostiene Mario Luzi. E aggiunge: «La poesia agisce secondo la sua necessaria dinamica, che è quella di distruggere la lettera per ripristinare ed espandere lo spirito». È questa l'idea che sta alla base dell'antologia Poesie di Dio: l'idea che la Bellezza narrata dalla poesia sia una forza spirituale capace di trasformare il cuore degli uomini, grazie a un linguaggio che piú di ogni altro ha la capacità di esprimere la verità e le libertà umane. E cosí nell'antologia si incontrano i grandi del Novecento, da Montale a Quasimodo, da Luzi a Merini, da Mussapi a Pozzi, accanto a poeti meno noti i quali, però, hanno ugualmente raccontato i propri travagli interiori e il proprio anelito alla pace, la ricerca dell'amore, la bellezza terrena e spirituale.

Enzo Bianchi
Poesie di Dio
© edizioni Einaudi, 1999

 
Il libro delle preghiere Stampa E-mail

© Einaudi, 1996

Tutti gli uomini hanno la necessità interiore di esprimere in forme diverse la loro sete di verità e di Assoluto.

Gli inni di Ilario di Poitiers, le benedizioni della liturgia ebraica, la preghiera musulmana, San Francesco, i sonetti di Shakespeare, le composizioni di Rilke, Verlaine, Rebora, Kierkegaard: piú di cento poesie e poeti diversissimi tra loro sono qui raccolti per temi - il silenzio, l'ascolto, la morte, l'amore, Dio - ma senza alcuna suddivisione culturale, confessionale o cronologica. Il criterio di scelta del curatore è stato quello di ritrovare all'interno delle tre religioni monoteiste - cristianesimo, ebraismo e islamismo - le infinite intonazioni della preghiera umana, recuperando a una lettura autori e testi da sempre consegnati alla sola tradizione religiosa.

Enzo Bianchi
Il libro delle preghiere
© Einaudi, 1996