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I libri del priore ENZO BIANCHI


in lingua italiana, francese, inglese, spagnola,
catalana, basca, gallega, ungherese, svedese,
ceca, portoghese, polacca, slovena, greca, romena,
neerlandese, tedesca, russa, coreana, giapponese
e
norvegese

dal 2012 al
1972



Amici del Signore
© edizioni Gribaudi, 1990
Esaurito

In un momento in cui si sente viva la necessità di ancorare la vita spirituale a contenuti sostanziali, queste pagine rappresentano una novità profonda. Esse nascono infatti non solo da un'esperienza personale e comunitaria di robusta matrice biblica, ma riscoprono e ripropongono una realtà troppo trascurata: la comunione dei santi come base e alimento della nostra fede. Con questa peculiarità: quella che potrebbe sembrare una meditazione sui santi della prima e della nuova alleanza è, in realtà, un'intima riflessione su Dio, un parlare di Dio, un « narrare Dio ». Sì, perché il nostro Dio, il Signore al quale aderiamo e che amiamo senza averlo visto e senza poter adesso fissare lo sguardo in lui (1 Pt 1.8), è innanzitutto il Dio di altri: il Dio di Abramo, di Mosè, di Elia, di Giovanni il Battezzatore, di Maria, di Pietro, di Paolo... E il Dio dei nostri padri e delle nostre madri. È il Dio dei miei padri e delle mie madri, il Dio delle mie grandi amicizie. Da loro attraverso la chiesa santa l'ho ricevuto e conosciuto, ho imparato ad amarlo ed è diventato il mio Dio. A ognuno di loro, che me lo ha narrato in forma sempre nuova e sorprendente, ho detto: "II tuo Dio è il mio Dio" (Rt 1.16) »

 

Enzo Bianchi
Amici del Signore
© edizioni Gribaudi, 1990

tradotto in neerlandese e francese

 

 
Pregar la Paraula

© 1988 Editorial Claret, Barcelona

© 1988 Editorial Claret, Barcelona







traduzione in lingua catalana del libro di
ENZO BIANCHI
Pregare la Parola
© edizioni Gribaudi, 1974

 
El Mantell d'Elies

© 1987 Montserrat







traduzione in lingua catalana del libro di
ENZO BIANCHI
Il mantello di Elia
Edizioni Qiqajon, 1985

 
Il mantello di Elia

© edizioni Qiqajon, 1985

Queste pagine raccolgono itinerari sulla vocazione, sulla vita comunitaria, sulla obbedienza, sulla fedeltà perseverante che, sebbene indirizzati a chi vive la vita monastica, riguardano il radicalismo evangelico richiesto a ogni credente in Cristo. I timbri sono diversi, ma l'essenza della vita cristiana è unica nel celibato come nel matrimonio. Nell'attuale crisi che attraversa ancora profondamente la vita religiosa occorre non un ammodernamento, ma solo una riproposta del radicalismo evangelico testimoniato dalla grande tradizione. Ancora una volta va raccolto il mantello di Elia, perché la vita religiosa non la si inventa, ma la si riceve e da essa si è generati nell'obbedienza all'Evangelo e alla voce di Dio presente nella storia: solo così la vita religiosa può essere profetica in solidarietà con tutti i battezzati e nella compagnia degli uomini. 

ENZO BIANCHI
Il mantello di Elia
© edizioni Qiqajon, 1985

tradotto in francese, neerlandese, catalano

 
Un rabbi che amava i banchetti
© edizioni Marietti, 1985

Dalla prefazione

Piccolo, Amico mio,
io che ti racconto in questo libretto come Gesù ha voluto, pensato e fatto l'Eucaristia, non sono più piccolo come te, sono ormai un uomo, ma sono stato piccolo come te. Ti dirò di più: di fronte all'Eucaristia anch'io mi sento piccolo e faccio fatica come te a capire tutto.
Un giorno, dei bambini, erano molti (più di cinquecento), mi hanno chiesto di parlare loro dell'Eucaristia, ad Assisi, nella chiesa di S. Francesco. Io ho cercato di raccontare loro come Gesù ha donato l'Eucaristia a tutti noi che lo amiamo, ho cercato di spiegare cosa significa la messa che ancora celebriamo. Quei bambini mi hanno ascoltato con tanta attenzione, anche se ero stato un po' lungo, e allora ho pensato di mettere quelle parole su un libretto e di offrirlo agli altri bambini che fanno la prima comunione, o che vanno a messa per accogliere Gesù nella loro vita. Da allora, sovente, cerco di parlare di Gesù ai bambini, perché mi sembra di capire di più il Vangelo e tutta la Bibbia mentre li racconto ai piccoli.
Io spero che Gesù ti accompagni sempre come un amico nella vita e che tu voglia incontrarlo nell'Eucaristia, che è un banchetto, una festa con il Signore. E tu dopo aver fatto festa con Gesù, porta questa festa tra tutti i tuoi amici!

tuo Enzo

Bose, 3 marzo 1985

Enzo Bianchi
Un rabbi che amava i banchetti
© edizioni Marietti, 1985

tradotto in tedesco

 
Lontano da chi ?
© edizioni Gribaudi, 1984

"Questo libro, che "rilegge" la Parola di Dio, non contiene pie meditazioni né commenti accademici, ma provoca il credente a riflettere sull'unico caso serio: quello dell'amore di Dio, della vicinanza e della lontananza da lui. L'Autore non cede alle mode correnti, non annacqua la fede in un programma di amore infraumano, non condisce la Bibbia con le ideologie dominanti, ma riparla la Parola, si insinua nel suo spirito, respira col suo soffio, dopo averla assiduamente frequentata nel solco della tradizione ebraica e cristiana (...).
Proprio perché l'Autore cerca le ragioni della propria vita nella Scritturache interroga attraverso la conoscenza non sfoggiata (è uno dei pregi del libro!) ma sicura degli strumenti filologici e storici d'approccio-ne deriva un libro in cui il suo problema personale si stempera e si proietta nell'opera di lettura del testo, nello sforzo di far rivivere gli autori sacri, di capirli nei loro problemi, nel loro condizionamento storico. Anche colui che si accosta a questo libro solo con l'intento di alimentare la propria vita spirituale, si accorge che la Scrittura non è fatta parlare dall'Autore direttamente, ricavandone un messaggio senza dimensioni; la Scrittura parla in questo libro con la corposità e lo spessore della vicenda umana, dalla quale sorse il messaggio dell'autore antico"

(Paolo Sacchi su Henoch).

"Alcune pagine di questo, volume sono davvero splendide: vai la pena di segnalare almeno il commento al Cantico dei Cantici, che rappresenta un testo di esemplare energia spirituale. Particolarmente interessanti risultano i richiami alla tradizione ebraica, antica e recente (...). L'Autore tratta il suo materiale con ardore e con sana libertà: grinta e creatività si fondono mirabilmente-e paradossalmente-con il gusto delle cose spirituali e il culto della tradizione. Il respiro dell'opera è senz'altro determinato dall'intensa passione con cui l'Autore testimonia come la carità teologale sia l'unica fonte di ogni efficacia operativa e l'unico fine dell'esistenza umana"

(La Civiltà Cattolica).

"Un appassionato commento spirituale ove esegesi, tradizione rabbinica e cristiana si intrecciano continuamente (...). L'Autore porta a nostra conoscenza quanto imponente fosse il movimento di lettura della Bibbia nella tradizione rabbinica (...). Se un merito, tra gli altri, bisogna riconoscere al vivacissimo intervento dell'Autore sulla scena biblica italiana, è di ricordare che la Bibbia è Parola di Dio da leggere nello Spirito Santo, per se stessa e commentare con tutta la Bibbia"

(C. Bissoli su Orientamenti pedagogici).

Enzo Bianchi
Lontano da Chi?,
© edizioni Gribaudi, 1984

 

 
Seguir a Jesus el Senor

© Narcea, S.A. De Ediciones, 1982



© Narcea, S.A. De Ediciones, 1982

 

 

traduzione in lingua spagnola del libro di
ENZO BIANCHI
Il radicalismo cristiano
© 1980 Gribaudi

 
Introduzione ai salmi
© edizioni Gribaudi, 1982

I salmi sono un appello a Dio elevato da uomini diversi in situazioni storiche precise e differenti; ma sono soprattutto « parola di Dio », risposta di Dio all'uomo e sua rivelazione nella preghiera. In questo stà la loro unicità; per questo essi sono la « preghiera norma e regola di ogni preghiera ».
L'Autore non fa una disquisizione sui salmi; ne approfondisce il significato per la Chiesa d'oggi ma soprattutto spiega che cosa gli hanno insegnato i salmi nella preghiera quotidiana della sua comunità. Proprio per tale aspetto « vissuto » queste pagine sono la più convincente guida ad una penetrazione amorosa e assidua del salterio ed un invito cordiale a riscoprire in esso il pressante e multiforme appello di Dio.

Enzo Bianchi
Introduzione ai salmi
© edizioni Gribaudi, 1982

 
Vivere la morte
© edizioni Gribaudi, 1980


Nella nostra esistenza la morte resta l'evento ineluttabile per eccellenza, anche se oggi si vive come se si fosse immortali. Da alcuni decenni noi cristiani esistiamo passivamente, fino a essere complici di questa nuova forma di mondanità dominante, a un occultamento della morte e a una rimozione di questa realtà del nostro vivere quotidiano. È una vergogna e un tradimento della vocazione ricevuta nel battesimo, che è immersione nella morte, e non in una qualsiasi morte, ma nella morte del Signore. La morte viene così rubata all'uomo, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della propria finitudine, perdendo ogni capacità di un autentico rapporto con gli uomini, le creature, il mondo in cui siamo stati posti. Il significato della vita subisce una deformazione disumana e il significato della morte sfugge sempre di più all'uomo costretto a morire in modo incosciente, nello spazio degli emarginati, secondo modelli forniti dalle ideologie dei consumi e dell'edonismo. Il libro è una forte - e insieme consolante - reazione a questo.

Enzo Bianchi
Vivere la morte

© edizioni Gribaudi, 1980

premio Città di Pescia 1981 per il libro religioso

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Il radicalismo cristiano
© edizioni Gribaudi, 1975

« Il volume è molto più che un "tentativo". In questa sfida dell'intransigenza posta ai cristiani della società contemporanea, l'approccio del libro è al Cristo vivente attraverso la Bibbia. Questa conoscenza, non ideologica ma penetrante, comporta anzitutto lo smascheramento del falso dilemma atei-credenti. "Non ci sono atei e popolo di Dio, avverte l'Autore: ma idolatri e credenti tentati di idolatria"... "L'idolatria è anche la tentazione della Chiesa... Il cristiano, anziché elevare un muro di inimicizia tra credenti e atei, deve riconoscersi nella condizione generale di peccato, di idolatria, da cui è chiamato a uscire attraverso la.fede, combattendo una vera e propria battaglia contro gli idoli sempre presenti, gli idoli del mondo che sono anche i suoi" » A. Portoghese su Rocca

« L'A. è convinto che la crisi attuale dei cristiani non riguarda principalmente né la Chiesa né la morale, ma la cristologia. È una crisi di avanzato depauperamento di Gesù Cristo. II rimedio radicale a tale situazione critica è il ritorno alla genuina cristologia: sapere chi è Gesù per sapere chi è il cristiano. Non è sufficientemente radicale chi, nella cristologia, si ferma al Gesù Maestro. La cristologia radicale deve giungere a professare che Gesù è il Signore: maestri ce ne sono tanti, Signore ce n'è uno solo »
F. Ardusso su Famiglia cristiana

Le esigenze della vita di fede vengono qui chiarite al massimo, spogliate di tutto il superfluo e ricondotte all'unico: Cristo e la sua sequela totale. Si tratta di un libro decisamente nuovo, uno strumento pastorale, catechetico, spirituale utile a tutti, credenti e no, per un'opzione definitiva »
Consacrazione e Servizio

Enzo Bianchi
Il radicalismo cristiano

© edizioni Gribaudi, 1975

tradotto in francese, spagnolo, polacco, neerlandese

 
Pregare la parola
© edizioni Gribaudi, 1974

Scritto come semplice proposta, in realtà questo libro si è rivelato come un luminoso itinerario per interpretare rettamente e vivere in pienezza la « lectio divina ». Le sue numerosissime edizioni, le traduzioni in lingua straniera e la presente riedizione in forma riveduta ed ampliata ne danno testimonianza. « Le pagine di Enzo Bianchi recano in sé il sapore dell'esperienza, il gusto di Dio, la capacità d'introdurre nel mistero della Rivelazione, nell'oscuro splendore della liturgia »

(La Civiltà Cattolica , 19.11.88).

« Si tratta probabilmente della miglior introduzione alla lettura sapienziale e orante della Sacra Scrittura pubblicata in Italia. L'esposizione sistematica delle varie difficoltà che s'incontrano nella lettura della Bibbia, la presentazione delle diverse modalità e attitudini interiori esigite dall'ascolto, nulla tolgono alla freschezza del pensiero che in forma nuova e avvincente presenta un fatto centrale e di sempre nella storia della fede ebraica e cristiana »

(B. Baroffio, Rivista Liturgica, 6.75).

« Alla 'lectio divina', che è' lettura orante, parola pregata, orazione meditata', può ora accedere qualsiasi credente grazie a questo piccolo libro che è in realtà un grande tesoro di sapienza cristiana. Esso insegna in modo chiarissimo come farsi 'lavorare' dalla Parola, ruminandola assiduamente, in tempi e modi determinati, `memorizzandola', imbevendosene. Sono pagine da leggersi e rileggersi »

(ll Regno, 15.9.82).

« La lectura de este librito es un calmante que alegra cuando se torna. Léase este libro! »

(Revista de Espiritualidad, 5.5.75).

Enzo Bianchi
Pregare la Parola

© edizioni Gribaudi, 1974

tradotto in francese , spagnolo , tedesco , inglese, portoghese, catalano, polacco, neerlandese, giapponese, kiswaili, russo , romeno, coreano.

 
Il corvo di Elia
© edizioni Gribaudi, 1972

La preghiera è un dialogo tra due partners: l'uomo e Dio. Un dialogo che è mutato a seconda dei tempi e che si è riempito di formule, linguaggi e contenuti diversi. Soprattutto, la preghiera è sempre stata strettamente legata alla fede, seguendone, perciò i destini tra crisi e risvegli. La presente crisi di fede ha perciò imposto una crisi della preghiera. Che cosa resta dunque oggi della preghiera se non uno stare in disparte come Elia presso il torrente Charit?
Elia è la parabola della preghiera. Egli attendeva il Signore nel silenzio e Dio rispondeva. Forse l'uomo d'oggi per ricominciare a pregare deve solo mettersi in disparte e attendere. Non sa più cosa dire a- Dio, non sa più cosa chiedere, non sa come fare la preghiera. Preso dal ritmo febbricitante della vita, stufo dei linguaggi usati e consumati, quasi sempre oratore e quasi mai ascoltatore, se vuole garantirsi una continuità di fede stia gratuitamente in disparte e attenda. Non più un corvo, ma lo Spirito, mattino e sera, verrà a dargli del cibo, il pane del deserto: la preghiera. L'autore non pensa di aver detto cose nuove, né si vuole collocare nella scia dei maestri spirituali che sanno dare ricette ai cristiani di tutti i giorni. Vuole semplicemente narrare e dichiarare il suo cammino nell'esperíenza della preghiera. Esperienza monastica anche, ma di chi, non separato dagli uomini né geograficamente né cultualmente, vive lavorando e riposando nello sforzo quotidiano compiuto con dei fratelli di ascoltare la voce dell'Evangelo. L'autore infine non è sicuro di aver capito bene che cosa sia la preghiera e quindi mormora ogni giorno: « Signore, insegnami a pregare! »

Enzo Bianchi
Il corvo di Elia
© edizioni Gribaudi, 1972

 

 

 

 


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