Que fêtons-nous donc à Noël, Pâques ou à la Toussaint ? Ces fêtes rythment notre année mais leur signification échappe de plus en plus à nos contemporains et, pis encore, parfois aux chrétiens eux-mêmes.
À travers vingt fêtes chrétiennes jalonnant l'année liturgique, Enzo Bianchi invite à retrouver le sens et la portée des gestes et des pratiques qui les entourent, à renouer avec la grande tradition spirituelle qui les nourrit ; et par là même à cesser de séparer ce qui est vécu et ce qui est prié dans la liturgie.
Ces brèves initiations et méditations rouvrent vingt trésors. Tout en livrant une forte spiritualité pour aujourd'hui.
Enzo Bianchi, Donner sens au temps. Les grandes fêtes chrétiennes, Éditions Bayard, 2004.
"Queste pagine non vogliono essere altro che un viatico nella lunga attraversata della nostra vita, ritmata dai giorni e dai mesi dell'anno, una serie di `luoghi' - le feste cristiane - in cui fare tappa per ripensare a se stessi, al senso della propria esistenza, al dono di chi ci sta accanto, per poi poter ripartire colmi di gratitudine e di fiducia verso l'unico `luogo' capace di colmare la nostra sete: il volto stesso di Dio".
Buona parte dei contributi qui raccolti è stata pubblicata nel corso dell'anno liturgico 2002-2003 sull'autorevole quotidiano cattolico francese La Croix.
"In tempo reale": sembra questo il nuovo mantra della società contemporanea. Distanze, fusi orari, alternarsi di giorno e notte. varietà di stagioni. di culture, di latitudini: è tutto annullato in nome di questa presunta "realtà" de tempo. Una delle prime e delle più innocenti vittime della cultura del "tempo reale" è il pensare, il frapporre una "distanza" tra un evento e se stessi, tra un dato e la sua interpretazione. Rileggere, ripensare, riesaminare un testo. un evento, un incontro con qualcuno sembra vietato da un codice non scritto ma unanimemente accettato. E invece sono operazioni indispensabili sia a livello individuale, per prendere in mano la propria vita. sia a livello di società. per indirizzare gli eventi verso un maggior bene comune. o quantomeno il minor male possibile.
Dopo l'evento epifanico dell'11 settembre, dopo quell'apocalisse che ci ha "rivelato" come il Male sia costantemente presente nelle nostre vite, Enzo Bianchi, negli interventi sui temi della convivenza civile e politica raccolti in questo volume, pieni di sofferenza prima ancora che atti di denuncia, richiama l'attenzione dei lettori su alcuni aspetti che caratterizzano sempre di più il nostro mondo: la tragica opzione tra guerra e pace. la pericolosa identificazione dell'altro come nemico, il lento emergere di una realtà europea, il fecondo intrecciarsi di religioni e culture diverse, il sottile insinuarsi di una barbarienei comportamenti personali e collettivi.
“I cristiani, come tutti
gli uomini,
sono chiamati ad accogliere
la diversità, ad assumere
la complessità.
L’altro non è l’inferno,
ma la sola salvezza
che abbiamo e la nostra unica
occasione di comunione.”
Qual è il compito della chiesa nel mondo di oggi dominato da un orizzonte fosco e chiuso? Quale il suo messaggio in un momento storico in cui gli uomini sembrano compiere piccoli passi verso la barbarie? Enzo Bianchi, fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose, dichiara urgente, indispensabile che la chiesa nel suo insieme e ogni singolo credente si interroghino sul proprio statuto nel mondo.
Risalendo il cammino della fede fino al cristianesimo evangelico delle origini e cercando nei testi del Nuovo Testamento risposte alle inquietudini del nostro tempo, il cristiano, uomo tra gli uomini e sollecitato dal dubbio fino all’incredulità, deve vivere il rischio di una scelta come atto di libertà, cammino del senso, ricerca continua, rinnovata di giorno in giorno in singoli gesti di responsabilità.
Anche se tormentati dalla paura del nulla e dall’ansia esistenziale, i cristiani, inseriti nella società, non possono rinunciare all’annuncio della salvezza o abdicare alla testimonianza di fede, ma devono partecipare ancora al gemito della creazione, comunicare con le culture degli uomini senza arroganza o superiorità, fedeli all’unica parola di amore che Cristo ha affermato sulla terra contro ogni forma di intolleranza e fondamentalismo. Accettare la libertà delle fedi e delle scelte individuali senza mai ricorrere a una verità strumento di sopraffazione.
Se compito perenne della chiesa è quello di essere fedele eco della parola di Dio nella storia, allora le comunità cristiane sono il soggetto essenziale, i luoghi reali chiamati a essere segno, rinvio ad altro da sé. Questo interrogarsi sulla ricerca della verità e della bellezza nelle cose è l’unica via che riesce veramente a umanizzare l’uomo. E il Cristo, che nel Nuovo Testamento dà nome alla promessa di verità e dà volto alla carità, è la sola risposta che offre direzione, finalità e significato al vivere umano.
A une époque où l'on sent le besoin de donner un contenu substantiel à notre vie spirituelle, ce livre est une véritable nouveauté. Non seulement il est né d'une expérience personnelle et communautaire pétrie par la Bible, mais surtout il vérifie une vérité trop souvent oubliée: la communion des saints fonde et alimente notre foi. Toute considération des saints de l'Ancienne ou de la Nouvelle Alliance est en fait une réflexion sur Dieu, un parler de Dieu.
«Notre Dieu, le Seigneur auquel nous adhérons et que nous aimons sans l'avoir vu, est avant tout le Dieu des autres : le Dieu d'Abraham, de Moïse, d'Élie, de Jean le Baptiste, de Marie, de Pierre, de Jean, de Paul... C'est le Dieu de nos Pères et de nos Mères, le Dieu de mes grandes amitiés. Dès lors, je le reçois et je le connais à travers l'Église sainte. À chacun de ceux qui me le manifestent d'une façon toujours nouvelle et surprenante, je dis: "Ton Dieu sera mon Dieu" (Rt 1, 16).»
Enzo Bianchi
Enzo Bianchi, Le Dieu de mes grandes amitiés, Éditions Parole et Silence, 2002
I monaci e i religiosi sono dei battezzati come gli altri, chiamati alla santità e alla carità come tutti i cristiani, ma nel contempo impegnati a testimoniare la radicalità del Vangelo nel celibato e nella vita comune. Da queste pagine, frutto anche di un intenso ministero di predicazione in comunità monastiche maschili e femminili, emerge una visione rinnovata della vita religiosa, nutrita alle sorgenti della tradizione del primo millennio cristiano e abitata da una lettura pregata della Parola di Dio: una vita fraterna chiamata a divenire autentica parabola dell'amore di Dio, uno spazio di libertà e di amore a servizio della chiesa e del mondo.
‘Abba, give me a word!’ So young monks and visitors to desert monasteries in the fourth century would often address an elder, hoping that a word originating outside of themselves would descend into their hearts and set their inner lives on a sure course.
Enzo Bianchi has taken biblical and patristic tradition as his guides in Words of Spirituality, his answer to those who ask him for ‘a reason for his hope.’
These ‘words’ of Br. Enzo are not listed alphabetically or by theme, but are arranged to take us on a journey. Through allusions and cross-references, one term evokes another, explains it in part, and sets aside part of its definition to be taken up further on. At the book’s heart is the conviction that our life has a meaning which it is not our task to invent, but simply to discover present and active in and around us.
‘...A really remarkable and lively dialogue between the depths of monastic tradition and the complex human reality of the new millennium. Succint, accessible and searching, it deserves to become a classic.’
Rowan Williams, Archbishop of Canterbury
Enzo Bianchi, Words of Spirituality: Towards a Lexicon of the Inner Life, translated by Christine Landau, Society for Promoting Christian Knowledge, London 2002.
First published in Italy as Le parole della spiritualità: per un lessico della vita interiore in 1999 by Rizzoli.
« Nous ne sommes pas meilleurs », assure Enzo Bianchi à propos de la vie religieuse!
Les religieux sont des baptisés comme les autres, appelés à la sainteté et à la charité comme tout le peuple de Dieu ; ils sont cependant invités à vivre la radicalité de l'Évangile spécifiquement dans le célibat et en communauté. Enzo Bianchi s'attache ici à redéfinir et à refonder la vie religieuse de l'intérieur. Fort de son expérience de la communauté monastique oecuménique et mixte qu'il a fondée à Bose en Italie, l'auteur partage ses convictions et ses intuitions en la matière.
De ce tableau brossé à traits vigoureux et personnels, émerge une vision renouvelée de la vie religieuse, nourrie aux sources vives de la tradition monastique orientale et d'une lecture priante de la Parole de Dieu : une vie appelée à constituer une véritable parabole de l'amour de Dieu, un espace de liberté et de communion au service de l'Église et du monde.
Enzo Bianchi, Si tu savais le don de Dieu. La vie religieuse dans l'Église, Éditions Lessius, 2001.
Religion de paradoxes que la religion chrétienne! Paradoxes si divers et si nombreux, si diffciles à exprimer, qu'au cours des siècles, les chrétiens ont souvent renoncé à les affronter. Dans ce livre à deux voix, Enzo Bianchi nous invite à les accepter pleinement et à nous laisser guider par eux au fil d'une exploration du symbole unique de la croix: signe de la mort et de la vie en plénitude, signe de l'amour et de la haine, signe du corps et de l'esprit, de la terre et du ciel entremêlés... Comment concevoir cela, comment vivre de cela? Dans cet échange profond et lucide, plein de chaleur et d'humanité, naissent des réponses pénétrées del'Évangile. L'Évangile dont le propre, dit Enzo Bianchi, est de "transcender l'éthique courante".
Enzo Bianchi est le fondateur de la Communauté de Bose (Italie). Il s'entretient ici avec Gabriella Caramore, journaliste à la RAI.
Enzo Bianchi, Les paradoxes de la Croix, Mediaspaul Éditions, 2001.
Face aux angoisses qui assaillent l'homme moderne, Enzo Bianchi s'adresse à tous ceux - croyants et non-croyants - qui s'interrogent sur le sens de la vie, la mort, le mal, la souffrance, le bonheur...
Dans ces pages d'une lucidité percutante, le prieur de la communauté œcuménique de Bose, en Italie, se propose de montrer, en une trentaine de brefs chapitres, la spécificité du message chrétien, dans toute son authenticité et dans toute sa beauté.
Unité intérieure de l'homme, vie harmonieuse du chrétien en société, rapprochement œcuménique, dialogue interreligieux... autant de fruits de l'Esprit Saint, «présent partout, toujours efficace». Esquissant les grandes lignes d'une transformation de l'Église moderne, l'auteur rappelle quelques points essentiels de la sagesse chrétienne, susceptibles d'étre partagés par tous, pour peu que l'on retrouve la saveur oubliée de l'Évangile.
Enzo Bianchi, La saveur oubliée de l'Évangile, Presses de la Renaissance, 2001.
«Il Salterio è il mio canto, la mia gioia, la mia pena, la mia fatica. Fin dall'infanzia esso ha quotidianamente accompagnato la mia preghiera, al mattino e alla sera, di notte e di giorno. Più volte l'ho tradotto dall'ebraico confrontandone il testo con le versioni antiche (greche, latine, siriaca...) e con quelle moderne e contemporanee, sicché è un testo sempre rinnovato, sempre animato da nuova vita e sempre capace di rinnovare chi lo prega.» Così Enzo Bianchi descrive il suo rapporto con: il libro dei Salmi e introduce all'originalità e al senso di questa sua nuova traduzione.
L'importanza dei Salmi per il patrimonio spirituale, culturale e artistico dell'umanità occidentale è difficilmente soprawalutabile. Preghiera lungo i secoli di generazioni e generazioni, vengono ancora oggi recitati ogni giorno dagli ebrei e dai cristiani. Furono il libro di preghiera di Gesù come dei farisei, di san Paolo come degli esseni di Qumran, di Lutero e di Leone X, e lo sono ancora oggi di Giovanni Paolo li, del patriarca di Mosca, dell'arcivescovo di Canterbury e dei rabbini e chassidim contemporanei. Nei Salmi c'è tutto: amore, lode, ringraziamento, supplica, richiesta di perdono, ma anche rancore, vendetta, ira, odio purissimo. Rappresentano l'anima di tutta la Bibbia, nelle sue molteplici e talora sconvolgenti tonalità. Si tratta di 150 componimenti poetici, i cui originali ebraici sono stati molte volte tradotti nel corso della loro storia quasi tre volte millenaria. Eppure, per far sentire all'uomo contemporaneo la loro forza archetipale, quasi primitiva, occorre un lavoro continuo, che conosca insieme le radici del passato e la sensibilità di oggi. È quanto ha fatto Enzo Bianchi in questa sua vigorosa traduzione, al contempo nuova e antica, fedele alla lettera del testo ebraico e capace di penetrare nel cuore del lettore odierno. II volume presenta inoltre un'ampia introduzione, nella quale Enzo Bianchi offre al lettore le chiavi necessarie per entrare nell'universo dei Salmi: i molteplici contenuti teologici e spirituali, i personaggi principali, la dimensione letteraria,la storia della composizione e delle interpretazioni l'imperituro significato esistenziale.