Il pensiero di Ricoeur, nutrito anche da una fede cristiana mai ostentata, lascia spazio al paradosso e gli riconosce la forza di spiazzare, di intrigare, di inquietare, di disorientare, fornendo così all’uomo l’occasione di rimettersi in cammino rompendo con la pigrizia delle abitudini. In questo libro, come grata memoria per la sua preziosa testimonianza, abbiamo voluto raccogliere alcuni suoi contributi che riguardano problematiche religiose e di fede. Significativamente Ricoeur preferisce parlare di Dio onni-amante piuttosto che onnipotente. Sì, “l’unico potere di Dio è l’amore disarmato".
La riforma conciliare della "Liturgia delle ore", mentre riaffermava il primato della parola di Dio contenuta nelle Scritture ha voluto che i fedeli potessero trovare un aiuto per l'ascolto e la meditazione della Parola nei testi dei padri della chiesa indivisa e negli scrittori di solida dottrina. È questa un'antica tradizione liturgica e monastica.
La presente raccolta di testi nasce in obbedienza a questa antica prassi ecclesiale. È il frutto di un lavoro e di una sperimentazione quasi trentennale tesi a offrire al popolo di Dio un nutrimento sia per la celebrazione comunitaria della "liturgia delle ore" sia per una lettura personale quotidiana. La nostra esperienza di comunità monastica composta da fratelli e sorelle provenienti da chiese cristiane diverse e il ministero di ospitalità aperto a uomini e donne di ogni provenienza e sensibilità ci hanno confermato nella convinzione che accanto all'autorità indiscussa dei padri orientali e occidentali della chiesa indivisa sia non solo possibile ma auspicabile leggere autori spirituali successivi, dal primo millennio fino agli albori del terzo. Unica, infatti, è in questi testimoni la ricerca di Dio, unica la sete di vedere il suo volto, unica l'attesa della venuta gloriosa del Signore, unico l'amore che anima la comunità dei credenti. "La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola" (At 4,32): è di questa unità che si fa testimone l'ecumenicità e la molteplicità delle voci qui raccolte.
Prières venues de différents horizons spirituels, glanées dans tous les siècles et sur tous les lieux par Enzo Bianchi et illustrées par Arcabas.
Un recueil pour entretenir la conversation intérieure. Et, petit â petit, toute la vie devient prière...
« Prières glanées », une occasion de relire de grands classiques, mais surtout de découvrir des textes inédits ou inconnus. La personnalité du « glaneur » se dévoile peu à peu, au fil de ses choix et de ses coups de coeur. Dans chaque volume, les textes sont illustrés par un artiste contemporain.
Voici le premier martyrologe oecuménique du XXIe siècle, désiré et préparé d'un commun accord avec les chrétiens de toutes les Églises.
Depuis les origines, les chrétiens de toutes les Églises ont prié, jour après jour, les martyrs ou témoins (martus en grec signifie « témoin ») de leur foi. En Orient comme en Occident s'est perpétuée la rédaction de nouveaux martyrologes, recueillis en y insérant de nouveaux noms, de nouvelles histoires édifiantes.
Avec Enzo Bianchi, son fondateur, la communauté œcuménique de Bose a établi et rédigé ce martyrologe contemporain qui non seulement rend hommage à la tradition chrétienne et à ses plus récents martyrs, mais accueille dans ses pages de nombreux témoins de la foi juive et des grandes traditions spirituelles de l'humanité. Ce livre permet de faire mémoire, chaque jour de l'année, d'un ou de plusieurs témoins par l'évocation de leur vie et du message qu'ils nous adressent. Chaque biographie est accompagnée d'une lecture à méditer. Une intention de prière et des propositions de lectures bibliques nous font entrer dans « la communion des saints ». Avant-propos d'Enzo Bianchi.
«Un cuore solo e un'anima sola»: questo il precetto fondamentale trasmesso dalla prima comunità monastica di Gerusalemme, divenuto nei secoli modello ideale per la vita comune in ogni monastero. Nei monasteri femminili, piú ancora che in quelli maschili, le donne che si consacrano a Dio attraverso la vita comunitaria sono prive di prospettive di gratificazioni personali, diremmo oggi di «carriera». Unite alle sorelle dal vincolo dell'amore e del perdono reciproco, dall'obbedienza e dall'humilitas, vivono nell'accudimento di un bene condiviso.
La loro vita è scandita dai rigidi orari che governano la preghiera e le incombenze quotidiane: le mura del monastero come confini del mondo, dove prende forma, come afferma Enzo Bianchi nella sua Introduzione, «una societas di donne che gestiscono tempi, spazi, lavori, economie in un'autonomia praticamente esente da qualsiasi interferenza esterna, una societas di cui possono entrare a far parte a pieno titolo donne già schiave o libere, ignoranti o colte, nobili o popolane, ricche o povere una societas la cui autorità - la badessa - è eletta liberamente con il voto di tutte le sorelle mediante quello che oggi chiameremmo un "suffragio diretto e universale"costituisce un ambito culturale ricco e liberante, difficilmente reperibile altrove nella società medievale».