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Testi di «lectio divina», meditazioni bibliche,
spunti di riflessione

per la preghiera e la vita cristiana

in lingua italiana, francese e inglese

dal 2012 al 1989

del priore di Bose Enzo Bianchi


La bellezza è costitutiva della liturgia?

 

“L’autentica bellezza schiude il cuore umano
al desiderio profondo di andare verso l'Altro,
verso l'Oltre da sé”
(Benedetto XVI)

L’uomo cerca la bellezza, ne è affamato, e alla bellezza è disposto a piegarsi; ma il discernimento della bellezza rivelativa di Dio e della sua azione richiede un’educazione dell’intelligenza del cuore, un cammino ascetico mai concluso, una faticosa ricerca del senso inscritto in ogni bellezza. La bellezza è escatologica, come l'amore, come la comunione. Nella nostra condizione di pellegrini verso il Regno tendiamo a una pienezza che non ci è data. Così la bellezza della liturgia va definita e misurata sulla capacità che essa ha di fare spazio al Signore, di fare segno alla presenza efficace di Cristo.

In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Cuneo il 4 novembre 2010 nell’ambito del convegno “Il sacro e l’arte oggi”.

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La bellezza è costitutiva della liturgia?
© 2012 Edizioni Qiqajon 

 

 
Liturgia ed evangelizzazione

La liturgia genera e alimenta l’atto di fede. Essa svolge un ruolo di iniziazione, comunica qualcosa della presenza di Dio agli uomini e alle donne del nostro tempo. I segni liturgici possono essere eloquenti e la Parola che risuona nella liturgia può raggiungere quanti vengono in contatto con la Parola stessa. Allo stesso tempo è nella celebrazione della liturgia che la chiesa riceve e apprende la sua missione: la liturgia contiene l’annuncio e lo attualizza rendendo operante la salvezza pasquale offertaci da Cristo.

In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Trieste il 26 agosto 2011 nell’ambito della LXII Settimana liturgica nazionale organizzata dal Centro di azione liturgica (Cal), dal titolo: “Dio educa il suo popolo. La liturgia sorgente inesauribile di catechesi”. 

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Liturgia ed evangelizzazione
© 2012 Edizioni Qiqajon

 
Vivere il perdono oggi

Come si narra l’amore di Dio per gli uomini? Anzitutto attraverso l’annuncio del perdono. Perdonare è prendere coscienza che è necessario rinnovare la comunicazione, la relazione con l’altro, per non negarlo e lasciarlo nella condizione di nemico. Il perdono attesta che l’ultima parola non spetta al male commesso, ma alla grazia, all’amore. Il cammino del perdono è il cammino dell’umanizzazione, è il cammino di Dio per noi uomini. Attraverso il perdono prepariamo una città più umana e lasciamo un’eredità di speranza alle nuove generazioni.

In questo fascicolo pubblichiamo la conferenza tenuta a L’Aquila, presso la basilica di Santa Maria di Collemaggio, il 27 agosto 2011, in occasione della 717ª “perdonanza” celestiniana. 

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ENZO BIANCHI
Vivere il perdono oggi
© 2012 Edizioni Qiqajon

 
Gesù educa alla fede

© 2011 Edizioni Qiqajon

Educare alla fede è per la chiesa, per ogni cristiano, il compito primario; ma nel tentativo di riuscirvi è possibile imboccare molte strade, alcune decisamente sbagliate, altre poco efficaci. Tutto dipende in verità dalla capacità di assumere la stessa pedagogia vissuta da Gesù nell’incontrare gli uomini e le donne. Gesù è stato e resta un pedagogo, un iniziatore alla fede. Occorre che i cristiani guardino a lui non solo come modello di vita ma anche come educatore alla fede, nella convinzione che c’è in Gesù un’arte nell’incontrare l’altro, nel comunicare con l’altro, nel tessere con l’altro una relazione: l’arte di un educatore alla fede.

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ENZO BIANCHI
Gesù educa alla fede
© 2011 Edizioni Qiqajon

 
La comunità

© 2011 Edizioni Qiqajon

La comunità nasce dalla responsabilità verso l’altro. L’altro è altro e tale deve rimanere, l’altro è unico, tra “io” e “tu” c’è un’irrimediabile distanza; nel contempo, però, io e l’altro, “io” e “tu” siamo chiamati alla relazione, al dialogo, all’accoglienza reciproca, e questo richiede una grande responsabilità dell’uno verso l’altro: di fronte all’altro devo deporre la sovranità del mio io per poter incontrare l’altro e con lui dire: “noi”.

In questo fascicolo pubblichiamo la lezione magistrale tenuta a Carpi il 19 settembre 2009, nell’ambito del IX “Festival filosofia”.

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La comunità
© 2011 Edizioni Qiqajon

 
Voi siete tutti fratelli

La fraternità è un imperativo avvertito dalla coscienza umana come decisivo e, nello stesso tempo, è anche il comando cristiano che dichiara la fraternità contrassegnata dall’amore dell’altro, la cui esemplarità vissuta ci è stata data da Gesù di Nazaret. Così amare il prossimo significa riempire di amore il nostro rapporto di fraternità con gli altri uomini. Gesù ci ha insegnato ad andare sempre oltre i confini stabiliti dalla fraternità carnale, etnica o religiosa. Ecco perché ha detto: “Voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8), per insegnarci che qualunque uomo o donna, di qualsiasi lingua, popolo e cultura, è per ciascuno di noi un fratello, una sorella.

In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Padova il 29 maggio 2010 nell’ambito dell’“Evento francescano” organizzato dall’ordine francescano secolare d’Italia.

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ENZO BIANCHI
Voi siete tutti fratelli
© 2010 Edizioni Qiqajon
 
Effusione dello Spirito santo e remissione dei peccati

Il dono dello Spirito, compimento di tutta la missione del Figlio, è potenza, è autorevolezza in vista della remissione dei peccati per tutti gli uomini. La fatica della coscienza umana non basta per discernere il peccato, ma occorre anche lo Spirito santo: senza di lui la fatica della coscienza non conduce alla conversione, che è sempre trasformazione del cuore, dono di un cuore nuovo e infusione di uno spirito nuovo.

In questo fascicolo pubblichiamo la relazione tenuta a Barletta il 27 agosto 2009, nell’ambito della LX Settimana liturgica nazionale organizzata dal Centro di azione liturgica (Cal): “‘Lasciatevi riconciliare con Dio’ (2Cor 5,20): celebrare la misericordia”.

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ENZO BIANCHI
Effusione dello Spirito santo e remissione dei peccati
© 2010 Edizioni Qiqajon
 


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