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Gli inizi della comunità Stampa E-mail

il cardinale Michele Pellegrino
il cardinale Michele Pellegrino

 A questo provvedimento, così come alla perdurante solitudine, si fece piena obbedienza, pur nella grave sofferenza, nella convinzione che quel germe di vita avrebbe avuto senso solo se fosse cresciuto nella chiesa. Sarà padre Pellegrino a far rimuovere l’interdetto, salendo a Magnano il 29 giugno 1968 per un incontro sul tema “Il primato di Pietro” e celebrando in quell’occasione l’eucaristia con quanti si trovavano riuniti a Bose.

Pochi mesi dopo, nell’ottobre 1968, terminava la lunga vigilia: due giovani cattolici (Domenico Ciardi e Maritè Calloni) e un pastore riformato svizzero (Daniel Attinger) decidevano di unirsi a fr. Enzo per iniziare una vita comunitaria, assieme a una sorella della comunità riformata di Grandchamp, richiesta da fr. Enzo alla priora della comunità, sr. Minke De Vries.

Scriveva il 1° gennaio del 1970 padre Ernesto Balducci, nel suo Diario dell’esodo:

"Su di una collina, nei pressi di Biella, un gruppo di cristiani di diversa confessione ha occupato, da due anni, le poche casupole lasciate vuote dal piccolo nucleo di abitanti migrati in città. Sono case per modo di dire: il vento fischia tra le fessure e la nebbia che le avvolge sembra quasi dipanarle e portarsele via. Non c’è nemmeno la luce elettrica. C’è la fede paradossale di questi amici che si propongono di preparare, in assoluta povertà, il cristianesimo di domani."