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Nell’alveo della tradizione Stampa E-mail

etimasia, sala capitolare del monastero
...chiamato a vivere l'evangelo...

Il 22 aprile del 1973, all’alba di Pasqua, dopo l’approvazione della Regola di Bose, avvenuta nel capitolo del 4 ottobre 1971, e la conferma ricevuta dal card. Pellegrino, e dopo un ulteriore tempo di preparazione, ebbe luogo la professione dei primi sette fratelli, davanti a Dio e ai rappresentanti delle chiese cristiane dalle quali essi provenivano e alle quali continueranno ad appartenere. L’impegno definitivo assunto sarà alla vita comune e al celibato, nella convinzione che l’impegno alla povertà e all’obbedienza è già insito nelle promesse fatte da chiunque abbia ricevuto il battesimo, unica e definitiva consacrazione a Dio del cristiano.

Fratello, sorella, tu sei un semplice cristiano che è stato chiamato a vivere l’Evangelo attraverso la tua vocazione primaria: il battesimo. Solo seguendo Cristo nel suo cammino ti identificherai a lui per tornare al Padre.
Lo Spirito è colui che anima questo ritorno, è colui che da protagonista ti porta al regno. Ma lo Spirito chiama e agisce in modi differenti: ecco perché tu devi essere quel che sono i tuoi fratelli cristiani, ma in altro modo. Niente ti è più essenziale della vocazione che ti è stata rivolta e confermata con il battesimo.
Tu sei stato chiamato a seguire Cristo nella vita comune e nel celibato: vivrai dunque nella fede, nella carità, nella speranza, nella preghiera, nel servizio, come i tuoi fratelli cristiani, ma anche nel celibato, nella vita comune, nella solitudine, nell’assiduità con Dio, come a te in particolare Cristo ha richiesto.

(Regola di Bose 6-7)