| Il segno offerto da semplici laici |
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Ma al di là della straordinarietà di certi eventi, suscitati unicamente dalla grazia, il senso e lo “scopo” di Bose continuano a riposare solamente nella sua tensione a una vita radicalmente evangelica. Ciascuno dei suoi membri ricerca questo mirando a un’interiorizzazione delle esigenze evangeliche e vivendo nell’intimo di sé, nella radice del proprio essere, la povertà, l’obbedienza e la castità. Ognuno ricerca l’unità della propria persona per offrire il proprio essere indiviso al Signore nell’assiduità con lui e per essere segno credibile e autorevole di unità e pacificazione per i fratelli e per gli uomini che incontra. Nella vita monastica è lo Spirito a chiamare, pur servendosi di mediazioni umane, e non la chiesa tramite il ministero episcopale, come accade per i ministeri ordinati. Per questa ragione il segno che il monachesimo costituisce ha bisogno di una fedeltà costantemente rinnovata e creativa alla chiamata del Signore per poter essere leggibile. Così, se la comunità può svolgere, ove vi discerna un appello dell’Evangelo e ove le sia richiesto dalla chiesa, diversi servizi e ministeri, nessuno di essi tuttavia costituisce lo specifico della vita monastica che essa si sforza di vivere. |

