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Annunciare l’evangelo in modo ospitale Stampa E-mail

Per Gesù proclamare l’Evangelo di Dio o Dio come Evangelo ha qualcosa di esorbitante. Dire a ogni essere umano: “La tua vita manterrà la sua promessa” è infatti eccessivo. Egli deve aver inteso questo in se stesso, e in un modo assolutamente credibile. Gesù stesso lo ha inteso a tal punto da identificarsi con l’Evangelo e di divenire l’essere ospitale che conosciamo. Qui entra in gioco la sua relazione con colui che chiama “Abba”, “Padre”. La sua fede non è solo fede nella vita di ogni essere umano, ma la fede che si rivolge a Dio nella sua alterità radicale: è l’altro a parlargli di Dio in ogni incontro. Quando Gesù annuncia la buona notizia, presuppone infatti che l’Evangelo è già all’opera nell’altro, non lo impone. Tale è la reciprocità sperata nell’ospitalità che offre all’altro: spera che la fede sia già presente in Nicodemo (Giovanni 3,1-21), nella donna emorroissa (Luca 8,40-48), nella donna siro-fenicia (Marco 7,24-30)… L’altro gli parla radicalmente di Dio, del fatto che Dio è veramente altri da lui, Gesù. E i suoi incontri sono nel contempo delle esperienze inaudite di prossimità. Dio si fa vicino attraverso colui che è il mio prossimo. Gesù non è solo: riceve la sua identità dall’altro, che gliela rivela, in questo movimento dell’ospitalità. Gesù, dunque, in quanto lettore delle Scritture (cf. Luca 4,14-21e 7,22-23), anche pregando, “decodifica” il suo itinerario personale. Lungo il suo procedere, le attese degli altri, le reazioni dei simpatizzanti e degli avversari, i suoi incontri e l’esperienze di ospitalità che vive, gli rivelano ciò che egli è da sempre e ciò che deve fare: la sua identità e la sua missione sono inseparabili. Ora la sua missione è annunciare l’evangelo di Dio con parole e atti e di farlo in modo credibile, secondo una concordanza assoluta tra ciò che vive interiormente, ciò che dice e ciò che fa; la sua missione di conseguenza è annunciare l’evangelo in modo ospitale (C. Theobald, “Une spiritualité de l’hospitalité, in Christus 214 [2007], pp. 152-153).