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Discorso di apertura del convegno Stampa E-mail

FRANCO GENTILINI, Piazza di Mantova, 1963

Bose, 4 giugno 2009
GIANCARLO SANTI e ENZO BIANCHI

Monastero di Bose
Ufficio Nazionale Beni Culturali Ecclesiastici - CEI

VII Convegno Liturgico Internazionale
CHIESA E CITTA'
Bose, 4 – 6 giugno 2009



ENZO BIANCHI, Priore di Bose
Ascolta la conferenza:

Amati vescovi,
stimati professori e relatori,
amici e ospiti presenti a questo
Convegno Liturgico Internazionale,
desidero rivolgere a voi tutti
il mio più sincero e caloroso benvenuto.

Siamo giunti alla settima edizione di quello che dal novembre 2003 è divenuto un appuntamento annuale che raduna liturgisti, architetti, studiosi, operatori e cultori della liturgia, ciascuno con titoli, competenze e responsabilità diverse, ma tutti accomunati dalla ritrovata consapevolezza di quanto sia determinante riflettere e direi perfino meditare il significato dello spazio liturgico e più in generale il valore del rapporto tra liturgia e architettura. È infatti un'esigenza intrinseca al cristianesimo quella di avere un luogo dove l'assemblea santa è convocata in unum per celebrare il mistero della fede. Un luogo che non sia un semplice contenitore e neppure la somma di elementi e spazi funzionali, ma che sia parte sostanziale della celebrazione. Lo spazio liturgico cristiano è infatti anch'esso leitourgia, è dossologia in atto come sono dossologiche le parole della preghiera e i gesti del rito. Questa verità per noi irrinunciabile attesta che l'architettura liturgica non è tale se non è il frutto dell'incontro tra due arti: dell'ars celebrandi e dell'ars aedificandi. La santa liturgia la si può celebrare veramente "con arte e sapienza" solo in uno spazio anch'esso edificato "con arte e sapienza".