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La ragion d'essere di una regola e la sua messa in pratica Stampa E-mail

Paris, Collège des Bernardins, 2 octobre 2009

Colloque international 8e centenaire de l’Ordre franciscain

«François d’Assise… Aujourd’hui»

Enzo Bianchi, Priore di Bose

LA RAISON D’ÊTRE D’UNE RÈGLE ET SA MISE EN ŒUVRE

Introduzione

Ringrazio gli organizzatori di questo Colloquio internazionale per l’invito che mi hanno rivolto con molta fiducia. Io ho accettato con gioia, per l’occasione concessami di poter ancora una volta interrogarmi intorno alla vicenda e alla figura a me carissima di Francesco d’Assisi.

Devo però confessare che, dopo aver accolto questo invito, mi sono sentito insipiente, non sufficientemente capace di esprimere la ragion d’essere di una Regola nella vita religiosa. Vi chiedo dunque perdono per la mia audacia, rivolgendovi nel contempo questa preghiera: accettate semplicemente ciò che mi ha suggerito la rilettura degli inizi della mia comunità, l’aver a lungo frequentato le Regole monastiche d’oriente e d’occidente, l’aver osato scriverne a mia volta una, confrontarla con dei fratelli e delle sorelle e quindi assumerla come Regola che esprimesse la nostra forma vitae, forma di una vita comunitaria monastica.