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Il mistero dell’Avvento Stampa E-mail

 

Maiestas Domini, affresco San Clemente di Tahull - Romanico catalano
Cristo veniente

E’ importante ricordare la profonda, e in un certo modo tormentosa, serietà dell’Avvento, proprio un momento in cui le celebrazioni ingannevoli della nostra civiltà consumistica si trovano così facilmente in armonia con la nostra tendenza a considerare il Natale, consapevolmente o no, come un ritorno all’innocenza della nostra infanzia. L’Avvento dovrebbe ricordarci che il “Re che sta per venire” è ben altro che un incantevole bambino che sorride fra la paglia. La Chiesa, nel prepararci alla nascita di un “grande profeta”, un Salvatore e un Re della pace, ha in mente qualcosa di più di una semplice festività di stagione.

Il mistero dell’Avvento fa convergere la luce della fede sull’autentico significato della vita, della storia, dell’uomo, del mondo e del nostro stesso essere. Nell’Avvento noi celebriamo la venuta e la presenza di Cristo nel nostro mondo. E siamo testimoni della sua presenza anche in mezzo a tutti gli imperscrutabili problemi del mondo. La nostra fede nell’Avvento non è un’evasione dal mondo per ritirarci in un regno nebuloso di slogan confortanti che dichiarano irreali i nostri problemi. S. Gregorio Magno diceva che tutti i cristiani dovrebbero continuare la missione profetica di Giovanni e mettere in evidenza la presenza di Cristo nel mondo. Giovanni riuscì a far risaltare davanti alla gente la figura del Cristo al Giordano in un momento di grazia che avrebbe dato un significato a tutta la sua vita. Ma Giovanni doveva testimoniare il Cristo anche in prigione, di fronte alla morte, nel fallimento, quando perfino il significato di quell’altro glorioso momento sembrava cancellato. Così anche noi, a volte, possiamo mostrare Cristo al mondo in certi momenti, nei quali tutti possono scorgere con chiarezza, nella storia, una conferma del messaggio cristiano.