| Quando il Cristo ritornerà nell’ultimo giorno |
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Un cristiano non può situarsi nel momento storico che vive come se il Messia non fosse ancora venuto; non è in diritto di vivere un ritorno fittizio nel passato. Bisogna dunque ripudiare ogni spiritualità dell’Avvento che trova il suo punto di appoggio in una simile prospettiva, e che tenta di farci pregare come se Dio non avesse ancora mandato suo Figlio in mezzo a noi e come se noi non l’avessimo ancora ricevuto. Sarebbe questo un grave controsenso, distruttore di ciò che vuol essere ed è la liturgia della chiesa. Ma allora perché l’Avvento, attraverso i testi dell’Antico Testamento, ci richiama alla mente l’attesa dei patriarchi, dei profeti, di tutto il popolo di Israele? Non è forse la loro attesa una prefigurazione della nostra? In realtà, al di là della venuta del Messia, l’attesa di Israele si concretizza nella speranza di un incontro con il suo Dio. Per noi il Cristo è nato, abbiamo ricevuto il Messia, tutta l’umanità ha visto la salvezza, sappiamo che siamo nel Regno, ma sappiamo anche che il regno di Dio non ha raggiunto la sua pienezza e che è sempre in aumento. Il nostro incontro definitivo con Dio non è ancora avvenuto: noi lo vediamo nel mistero e come in uno specchio. Il faccia a faccia lo aspettiamo per l’avvenire, quando il Cristo ritornerà nell’ultimo giorno. Il cristiano, così, vive l’oggi ma è sempre proteso verso quell’ora in cui personalmente incontrerà Dio, quando il mondo tutto, diventato maturo, avendo ritrovato le dimensioni che il Signore gli aveva assegnato creandolo, si schiuderà in regno di Dio. La venuta di Cristo, la sua morte e la sua resurrezione, infatti, hanno inaugurato la vita eterna, la salvezza totale, ma la storia continua, prosegue il suo cammino in mezzo a noi, nel nostro tempo. Lungi dall’aver immobilizzato la storia, la venuta di Cristo le ha dato un nuovo impulso. Se la chiesa del nostro tempo celebra l’attesa del Messia, lo fa appoggiandosi, paziente e sicura, a un passato nel quale Dio ha già manifestato le sue meraviglie. Queste meraviglie che Dio si è compiaciuto diffondere nell’Antico Testamento per guidare l’attesa del Regno, sono un pegno, confermato anche dalla prima venuta di Cristo, di nuove meraviglie che annunciano e preparano il Regno definitivo, al tempo della seconda venuta del Signore. Adrien Nocent, Contemplare la sua gloria. Avvento, Natale, Epifania, pp. 13-15
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