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Message from Filaret, metropolitan of Minsk and Sluck Print E-mail

Bose, 8 - 11 settembre 2010
+ FILARET, metropolitan of Mink and Sluck and patriarchal exarch of all Bielorussia

XXI International Ecumenical Conference
on Orthodox spirituality

THE AGES OF THE SPIRITUAL LIFE

Monastery of Bose, 4-7 September 2013

in collaboration with the Orthodox Churches

 

Reverendissimo e stimatissimo padre Enzo Bianchi!
Eccellentissimi vescovi!
Cari fratelli e sorelle!

Ringrazio per l’invito a prendere parte al forum internazionale “Le età della vita spirituale”, che si tiene in un ameno luogo dell’Italia settentrionale, presso il monastero della trasfigurazione di Bose. Ogni incontro a Bose è un’occasione di riflessione e di testimonianza sulla vita nello Spirito, che soffia (cfr. Gv 3,8) là dove il Signore ci chiama a servire.

In questi giorni siamo invitati a riflettere sulle tappe della vita spirituale. L’interesse per questo tema è provocato, tra l’altro, dal fatto che oggi molte persone, che vivono nello spazio della diffusione storica del cristianesimo, soffrono l’assenza della teofania, della manifestazione dello Spirito. Questo si manifesta sia nella diffusione di forme non tradizionali di religiosità, sia nell’emergenza di vari metodi psicologici destinati al perfezionamento dell’uomo.

Ritengo che uno dei compiti di questo forum debba essere quello di dimostrare come la vita spirituale non possa essere compresa in modo semplicistico come mero ampliamento delle possibilità umane. Come dice san Gregorio Palamas: “Coloro che sono divinizzati non solo migliorano la propria natura, ma oltre a questo, acquisiscono la stessa energia divina, lo Spirito santo stesso”.

Il rapporto tra la volontà umana e la grazia divina è un antico problema, riguardo al quale si ricordano le polemiche tra sant’Agostino e Pelagio, e in tempi più recenti anche la dottrina riformata sulla predestinazione. Penso che nel contesto del tema odierno sia importante per noi attualizzare le idee di quei tempi, e ugualmente, senza dubbio, tutto il complesso di idee legate al concetto di sinergia caro all’oriente cristiano. È importante in primo luogo perché il cristianesimo oggi spesso viene ridotto a una sorta di forza interna a questo mondo. Così pensano anche quanti si ritengono in sintonia con la Chiesa. La Chiesa è utile perché proclama i valori morali; perché difende i deboli, promuove il consolidamento della società e così via. Effettivamente, è tutto vero. E si potrebbero aggiungere ancora molte cose sull’utilità della preghiera e del digiuno, sulla lettura della Santa Scrittura, sui doni di grazia delle icone, del canto liturgico eccetera.
Ma la vita spirituale, la crescita in essa, è anzitutto camminare verso l’unione con Dio. Il Signore Gesù Cristo, che ha rivelato per noi e in noi il tesoro dell’amore trinitario: ecco l’alfa e l’omega della nostra vita spirituale.
Questa verità, evidente per ogni cristiano maturo, è un problema sul piano della pratica di vita. Credo che proprio questa problematicità sia stata e sia fino ad oggi la fonte di diverse costruzioni accessorie, destinate ad aiutare la gente ad andare a Dio nelle concrete situazioni storiche ed esistenziali. È l’affidamento che si fa all’istituzione del papato o alla dottrina della giustificazione per la sola fede, o alla credenza, diffusa oggi nei paesi post-sovietici, dell’automatismo della salvezza per la comunione frequente. L’elenco potrebbe continuare.

Ma è importante prendere coscienza e ricordare sempre che il mezzo non deve mai sostituire il fine, nel nostro caso l’unione con Cristo. Una tale sostituzione, lo vogliamo o no, diventa inevitabilmente idolatria.
Il Signore ci insegna la cosa necessaria: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Εcco il primo comandamento. E il secondo è simile: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi (Mc 12,30-31). Per questo non è un caso se nella tradizionesi può spesso rintracciare il giudizio per cui né la preghiera, né il digiuno, né qualsiasi altra ascesi religiosa di per sé sono in grado di condurre l’uomo a Dio. Questo riguarda anche la Divina Eucarestia. Se l’uomo tende comunicarsi frequentemente ai santi misteri di Cristo, ma non si cura di adempiere i comandamenti di Dio, di acquisire l’umiltà, allora egli è lontano dal vero sentiero che porta  a Dio.

In differenti periodi della storia cristiana la Chiesa rivela in modo diverso le vie di ascesa a Dio. Oggi dobbiamo ritornare a rifletterci. Le tradizioni delle Chiese d’occidente e d’oriente sono ricche di esperienza spirituale. Ed è importante che noi nel contesto di queste tradizioni approfondiamo non solo i temi dell’ascesi monastica, ma anche i temi della spiritualità dei laici; del servizio della donna nella chiesa; i rapporti tra catechesi, teologia sacramentaria e spiritualità; le relazioni tra cultura e attività spirituale.
Cari fratelli e sorelle! Nella pregheira auguro a tutti voi che le riflessioni di qeusti giorni siano di stimolo per la vostra cresctia nella vita spirituale.

Invoco la benedizione di Dio su tutti i partecipanti del convegno. In Dio!

+ Filaret
Metropolita di Minsk e Sluck
Esarca patriarcale di tutta la Bielorussia.