Amico, ospite o pellegrino…

Le icone di Bose, icona dipinta a mano su tavola - Pieve di Cellole, aprile 2013
Icona di san Bartolo, detto il Giobbe della Toscana

 

Pieve di Cellole, ottobre 2017

Gesù amava ritirarsi in disparte, sul monte o nel deserto. Ma tornava presto in mezzo agli uomini, commosso dalla folla che attendeva il suo ritorno. Dio è ovunque noi siamo, non dobbiamo cercarlo altrove, non dobbiamo evadere…

Fare ritiro significa sostare, chiudere un attimo gli occhi non per dimenticare ma, al contrario, per ritrovarsi, per radunare le forze, per far ordine nei pensieri, per calmare l’angoscia. Ma non è un semplice esercizio di autodisciplina. Fare ritiro è come prepararsi a un appuntamento: si resta in disparte solo per essere più sicuri di incontrare il volto di Dio…

Cosa significa essere docili allo Spirito? La Scrittura si compiace di ricordarci che siamo tempio dello Spirito: lo afferma di ciascuno di noi, ma questo non significa che lo Spirito è rinchiuso in ciascuno di noi. La Parola di Dio vuole farci capire che siccome siamo membra di uno stesso corpo, uno stesso Spirito anima quel corpo. Essere docili allo Spirito significa essere in comunione con Dio e con i fratelli, vivere intensamente e sinceramente questa comunione nel rendimento di grazie.

Questa docilità allo Spirito richiede di porsi di fronte a lui che agisce in noi e negli altri, di dimorare davanti a lui nella sua sorgente: la Trinità d’amore che è la vita stessa di Dio… Non si fa un ritiro per perfezionarsi ma per convertirsi, cioè per volgersi con amore verso Dio stringendo con forza la mano dei fratelli.

Dio mio, se è vero che tu sei dappertutto
come mai io sono così spesso altrove?

Se vai in capo al mondo, trovi le tracce di Dio
se scendi nel tuo profondo, trovi Dio stesso.

Monastero di Bose - Fraternità di Cellole

Loc. Cellole, 1 I 53037 San Gimignano (SI)
tel e fax 0577 946057 e-mail: cellole@monasterodibose.it