La parrocchia è chiamata a fare tesoro della sua storia, così da riproporsi come luogo centrale per l'esperienza cristiana. In un mondo che sacralizza il presente è urgente testimoniare la speranza, predicando il futuro con l'edificazione di comunità che vivono la fedeltà alla terra ma nell'attesa del mondo in cui Dio regna.
Anche un cristiano non conosce alcuna strada che aggiri il dolore, ma piuttosto una strada - insieme con Dio - che lo attraversi. Le tenebre non sono l'assenza ma il nascondimento di Dio, in cui noi - seguendolo - lo cerchiamo e lo troviamo nuovamente.
I cristiani non sono esentati dalla responsabilità storica; al tempo stesso, però, tutti i loro progetti, le loro mediazioni, i loro tentativi di presenza devono essere portati davanti alla croce per essere giudicati.
Oggi più che mai la chiesa gioca la sua fedeltà al Signore e misura la capacità di testimoniare l'evangelo e di rispondere ai drammi della storia nella compagnia degli uomini proprio sulla dottrina e sulla prassi della pace:questo significa però che la pace è dono di Dio e compito profetico dei cristiani nello stesso tempo. L'annuncio della pace è scandaloso, sta nello spazio della follia della croce! Ma i cristiani, come discepoli dell' "Agnello afono di fronte a chi lo tosa", devono vivere questa pace fino alla fine, ascoltando solo la parola di Dio, non i linguaggi umani. L'invocazione della pace si faccia più assidua che mai nella preghiera al Signore e la profezia della pace sia sempre vissuta e annunciata dai cristiani!
A oltre vent’anni dalla prima edizione, questa raccolta di benedizioni per i pasti si ripresenta in una veste grafica interamente ripensata e con una scelta di testi ancor più ricca.