Le vacanze: un’occasione per lo spirito

 Ritornano le vacanze e – mi scrivi – sei pieno di progetti per questo periodo. Sono contento per te! Questi giorni sono, infatti, un tempo conquistato con fatica e atteso con ardore, ci fanno sentire liberi dalle abitudini e dai doveri quotidiani che ci sfidano alla fin fine a vivere “la vita che desideriamo”, facendo spazio a ciò che per noi ha davvero valore e senso. Ma se la ricerca di senso, assente dal tuo orizzonte domestico, desse forma solo al periodo delle vacanze, se tu vivessi in preda a mode e convenzioni, dipendendo totalmente dalla mentalità corrente, le vacanze finirebbero con l’essere per te giorni di schiavitù a un nuovo utilitarismo: questi giorni di libertà si trasformerebbero in tempo funzionale, che mira a una migliore ripresa al ritorno... Di nuovo vittima di un quotidiano che si è camuffato con abiti esotici, ti scoprirai a chiederti: “Come può essere la mia vita questa ‘bella straniera’, che mi sta di fronte, pur in un paesaggio di sogno?”. Ora le vacanze sono – o possono essere, se ti impegni – un periodo di umanità e di pace, un’occasione di rispondere a un bisogno autentico, cioè di trovare altrove un senso all’esistenza quotidiana, di vivere diversamente il tempo per permetterti, in autunno, di ritrovare in pienezza una vita che era divenuta routine. Perchè, anzitutto, non approfittare delle vacanze per dare alle giornate un ritmo piô naturale, piô umano? Riscoprire il gusto della preghiera nel silenzio di una chiesa di campagna, reimparare l’ascolto del silenzio abitato dal canto degli uccelli o dal fruscio delle onde sulla spiaggia; riprendere in mano la parola sempre nuova che Dio ci rivolge con la Bibbia; ridare spazio alla lettura capace di aprire nuovi orizzonti allo spirito; renderti conto che i momenti trascorsi a tavola contano per la condivisione dell’amicizia più delle stravaganze culinarie... Sì, si tratta di un’architettura del tempo determinata dai bisogni elementari dell’uomo: l’alimentazione del corpo e dello spirito, l’alternanza e il dialogo fra parola e silenzio, il riposo come sostegno a una vita piena e libera, non come metodo di ottimizzazione della produttività. Certo, non à facile cambiare di ritmo e di mentalità in pochi giorni... Ma toccando con mano, pur per pochi giorni, la possibilità di questa alterità, che lungi dall’esserti straniera, ti è familiare, vi troverai un aiuto efficace per riprendere la lotta quotidiana contro il dominio del brusio sull’intimità, della superficialità su ciò che ti abita in profondità. Ma le vacanze sono anche un’occasione privilegiata d’incontro con l’altro, sia persone diverse sia coloro che conosci bene ma dei quali desideri vedere il volto con occhi rinnovati. L’altro ti farà scoprire in te aspetti che avevi dimenticato, meandri abbandonati, penombre segrete, sorprese gioiose e risorse inattese. L’altro, infatti, a condizione di incontrarlo, di accostarti a lui rispettando quello che è nella sua differenza, di stare insieme a lui con autenticità, può davvero divenire il tuo miglior maestro. Quante abitudini radicate crolleranno, quante situazioni paralizzate si sbloccheranno, quanti giudizi senza appello saranno rimessi in discussione... Grazie agli altri, le vacanze non saranno il tempo dello stordimento che ti spinge a dimenticare gli aspetti meno piacevoli della tua esistenza, ma una verifica di ciò che ti sta davvero a cuore, di cið che per te conta nella vita, dei legami per te essenziali. Sì, ti deve essere possibile – e io te lo auguro – di approfittare delle vacanze per far crescere la libertà e riscoprire l’autenticità dei rapporti umani, sovente confinati in una triste banalità. Il “rientro”, non sarà il triste ritorno a un quotidiano sopportato con difficoltà ma la riscoperta del tuo ambiente come il luogo in cui ti à dato giorno per giorno di gustare l’infinita ricchezza che nasce dai rapporti con gli altri.

Enzo Bianchi
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