Essere un figlio giusto: da Edipo al figliol prodigo

Essere un figlio giusto: da Edipo al figliol prodigo

03 Aprile 2016

(Salva su calendario)

Italia

Massimo Recalcati, Università di Pavia e Losanna

É previsto un primo incontro alle 10.30, l’eucaristia alle 12.00, la ripresa con il secondo incontro alle 15.00, seguito dal vespro.

Nella Parabola del Figliol Prodigo, come spesso accade anche oggi il figlio vuole tutto e subito, dove per tutto si intende un’eredità materiale da poter sperperare alla ricerca di una felicità che si pensa data dal contravvenire alle regole solo perché, le regole, si interpretano male. Quando il figliol prodigo torna, il padre fa qualcosa di simbolico: "buca" la legge, fa un’eccezione alla legge, lo riaccoglie e gli butta addirittura le braccia al collo. Questo padre è colui che ha capito che il figlio ha bisogno di sbagliare, ha bisogno di fallire. Il padre deve saper amare "le viti” storte, senza cercare di raddrizzarle, ma vedere in quella stortura un punto di forza, così come il cristianesimo insegna la legge dell’amore e del perdono. I padri non devono occupare lo spazio dei sogni dei figli e i figli devono essere in grado di fare proprio quello che gli viene trasmesso. Essere figli giusti vuol dire anche riconoscere che i genitori non ci possono salvare dalla vita e essere buoni padri vuol dire saper rinunciare alle proprietà sui figli.

Per iscrizioni:
Tel: (+39) 015 679 185
dal lunedì al sabato eccetto sabato sera
a questi orari
dalle 10.00 alle 12.00;

dalle 14.30 alle 16.30;

dalle 20.00 alle 21.00.

Per informazioni:ospiti@monasterodibose.it