I Detti dei Padri del deserto

I Detti dei Padri del deserto

10 - 13 Novembre 2014

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LUIGI D'ALAYA VALVA, monaco di Bose.

Molti oggi sono coloro che, a partire dai più svariati ambienti confessionali e culturali, e con le più diverse motivazioni, si accostano ai Detti o Apoftegmi dei padri del deserto per trarne insegnamento e nutrimento spirituale, ammirandone la sapienza, o semplicemente sentendosi interpellati dalla profondità umana in essi contenuta: questi brevi testi inseriscono il lettore nel vivo del rapporto tra padri spirituali e discepoli nel deserto monastico dell’Egitto tra IV e V secolo, e scavalcando i secoli gli consentono di entrare personalmente in quel rapporto, facendosi lui stesso discepolo. Ma nonostante la loro immediatezza, oggi siamo più che mai consapevoli come questi testi siano il frutto di un lungo processo di tradizione orale e siano stati raccolti nelle grandi collezioni greche (tra la fine del v e gli inizi del vi secolo) con il preciso scopo di custodire viva la memoria di “un’epoca d’oro” del monachesimo giudicata ormai come irrimediabilmente conclusa.
Considerando i Detti da questa duplice prospettiva il corso si articolerà nei seguenti punti:
1) Dai detti orali alle collezioni scritte;
2) Il contesto monastico dei Detti;
3) La Scrittura humus fondamentale dei Detti;
4) La centralità del tema del discernimento;
5) Struttura e suddivisione tematica della Collezione Sistematica;
6) Alcune figure rappresentative del mondo dei Detti.

Testi di riferimento: Detti inediti dei Padri del deserto, a cura di L. Cremaschi, Qiqajon, Magnano 1986; Vita e detti dei padri del deserto, a cura di L. Mortari, Città Nuova, Roma 1996; I padri del deserto, Detti editi e inediti, a cura di S. Chialà e L. Cremaschi, Qiqajon, Magnano 2002; I Padri del deserto, Detti. Collezione sistematica, a cura di L. d’Ayala Valva, Qiqajon, Magnano 2013.



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