"Mi segua"

Atelier iconografico di Bose.
Atelier iconografico di Bose.

21 marzo 2017

Mc  8,34-38

In quel tempo Gesù 34 convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. 36 Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? 37 Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? 38 Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».


“Convocata la folla...”: insolito gesto di Gesù, che abitualmente accoglie le folle (e a volte anche si sottrae ad esse), ma di certo non le convoca. Questo ci fa intendere che qui c’è in gioco qualcosa di particolarmente importante, di decisivo. È come se Gesù dettasse le regole di ingaggio...

La sua è anzitutto una parola rivolta a tutti: a tutti è data la possibilità di entrare in una relazione vitale con lui. Tutti, però, devono sapere con chiarezza che cosa comporta seguire Gesù: si tratta di accogliere una parola esigente che scuote, e un po’ inquieta, per la sua radicalità.

Nel contempo è una parola che interpella la libertà di ciascuno: nessuno è costretto, così come nessuno è escluso. È un invito che sta nello spazio della sovrana libertà di Gesù e che a sua volta richiede (e insieme apre) spazi di libertà in chi lo accoglie.

Merita attenzione la struttura del v. 34: viene per prima cosa enunciata una possibilità (che è al tempo stesso una condizione: “se qualcuno vuole...”), a cui fanno seguito tre imperativi (“rinneghi ... prenda ... mi segua”), in un crescendo che culmina per l’appunto nel “mi segua”. La formulazione stessa ci orienta: tutto tende verso l’ultimo termine, il seguire Gesù. Non si insisterà mai abbastanza su questo: è alla luce del “mi segua” che vanno compresi gli altri due imperativi (“rinneghi se stesso” e “prenda la sua croce”), altrimenti tutto finirebbe per ridursi, ben che vada, in un’esortazione a un cammino ascetico di auto-rinuncia. No, essere discepoli di Gesù significa camminare dietro a colui che ha fatto della propria vita un annuncio, e soprattutto una prassi, di bellezza e di amore. Una vita piena di senso, perché vita donata, vita spesa, vita “persa” per amore di Dio e degli uomini. La rinuncia e la croce, per Gesù come per il discepolo, trovano senso all’interno di questo amore, e solo all’interno di esso.

Certo, ci piaccia o no, questo testo evangelico ci ricorda, con una certa crudezza, una legge fondamentale della vita cristiana, ma anche di una vita autenticamente umana: ciò che teniamo egoisticamente per noi stessi, finiamo per perderlo; ciò che siamo disposti a perdere per amore, lo “salviamo”.

Perché chi vuole salvare la propria vita...” (v. 35): si noti la connessione tra questo versetto e quello precedente mediante la congiunzione “perché” (o “infatti”). Il seguire Gesù rinnegando se stessi e portando la propria croce è in stretta relazione con la salvezza della propria vita. È una questione di scelta: o vivere per sé, per la propria affermazione, in una logica mondana, o, in adesione a Cristo e al vangelo, fare della propria vita un dono.

Chi è dunque il cristiano, per Marco? È essenzialmente qualcuno che è definito dalla relazione con Cristo (“a causa mia e del vangelo”). In definitiva, è questa la domanda seria, la domanda vera che ciascuno di noi dovrebbe porsi in quanto cristiano: credo davvero che vale la pena di perdere la vita per Gesù e per il vangelo?

“Dietro a me!”: è stata la parola perentoria di Gesù a Pietro, ancora troppo preso da un modo di pensare “secondo gli uomini” (v. 33). Fa bene anche a noi, oggi, lasciarci ferire da questa rude parola del vangelo, che ci disincanta dalle nostre illusioni e ci richiama a quella che dovrebbe essere la nostra qualità di credenti: discepoli che seguono il loro Signore.

fratel Valerio


17 02 14 bottone calendario


 Se desideri ricevere via email “Il Vangelo del giorno” iscriviti alla lista Leggere il Vangelo con noi.


Se lo desideri, puoi effettuare una donazione per aiutarci a mantenere vive quelle pagine del sito che richiedono maggior cura e aggiornamenti regolari. Grazie