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Natal do Senhor

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1291-1296
JACOPO TORRITI, Nascimento de Jesus

O grande mistério do nascimento de Jesus no meio de nós, portanto, o istério da sua «vinda», é celebrado pela Igreja, de uma forma significativa, com a oferta de três liturgias: uma para a noite, outra para o nascer do dia e outra para o dia. Na da noite a “boa notícia” é apresentada como o nascimento de Jesus em Belém, acontecimento revelado pelos anjos aos pastores, aqueles pobres que representam o «resto de Israel» (cf. Lc 2,1-14). Com o nascer do dia é contada a visita dos pastores ao estábulo, a sua contemplação do acontecimento-palavra, da criança nascida e recorda-se que «Maria conservava e meditava todos estes acontecimentos no seu coração» (Lc 2,19).

Anno C
Gv 1,1-18

25 dicembre 2012

Il mistero grande della natività di Gesù in mezzo a noi, dunque il mistero della sua «venuta», è celebrato significativamente dalla chiesa mediante una triplice offerta di letture, rispettivamente per l’eucaristia della notte, dell’aurora e del giorno. Nella notte la “buona notizia” è presentata come nascita di Gesù da Maria a Betlemme, avvenimento rivelato dall’angelo ai pastori, quei poveri che rappresentano il «resto di Israele» (cf. Lc 2,1-14). All’aurora viene narrata la visita dei pastori alla stalla, la loro contemplazione dell’evento-parola, cioè del bambino neonato, e si ricorda che «Maria conservava e meditava tutti questi eventi nel suo cuore» (Lc 2,19).

Nella messa del giorno infine, quella su cui riflettiamo, si legge il prologo del quarto vangelo: questo testo ci rivela che quel bambino venuto al mondo in verità è la Parola stessa di Dio, è il Figlio vivente in Dio dall’eternità, come confessiamo nella nostra professione di fede: «Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero»… Questo prologo è come una dossologia, una parola di sintesi e di gloria sul Natale, poiché in esso vi è un chiaro movimento finalizzato a narrarci chi è la Parola, il Logos di Dio. Cerchiamo dunque di percorrerlo insieme con spirito contemplativo e con stupore, limitandoci a parafrasarlo.

In principio, prima di tutta la creazione, nell’eternità, c’era la Parola, e questa Parola era rivolta, orientata al Dio vivente; anzi, essa era in Dio ed era Dio. Proprio attraverso questa Parola di Dio tutto è stato creato, e ciò che è venuto all’esistenza aveva vita solo in essa (cf. Col 1,15-17). Questa Parola era vita e luce per l’umanità intera: essa ha brillato di luce nella storia e le tenebre non sono riuscite a sopraffarla, nonostante il loro spessore tentasse di contrastare la luce. Un uomo inviato da Dio, Giovanni il Battezzatore, era venuto per essere testimone della luce, ossia per condurre gli uomini alla fede. Eppure questa luce, che è la Parola di Dio, il Figlio di Dio venuto tra la sua gente, non è stato accolto, e solo alcuni hanno creduto in lui, diventando nuove creature, figli di Dio. Ciò è avvenuto perché il Figlio di Dio si è fatto carne fragile, uomo come noi, è venuto ad abitare in mezzo a noi, mostrando in questo modo la sua gloria a quanti hanno aderito a lui e lo hanno seguito. Ecco dunque la verità profonda e nel contempo «scandalosa» del Natale: a Betlemme, da Maria, nasce un bambino che è la Parola stessa di Dio umanizzata, è il Figlio di Dio fattosi figlio dell’uomo…

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