II domenica d’Avvento


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Beato Angelico, Giovanni Battista, tabernacolo dei linaioli, 1433 circa, Firenze
Beato Angelico, Giovanni Battista, tabernacolo dei linaioli, 1433 circa, Firenze
8 dicembre 2013
Riflessioni sul Vangelo
di
ENZO BIANCHI
Ogni essere umano decide lui stesso il proprio giudizio attraverso la scelta che compie ogni giorno tra la via del bene e la via del male

8 Dicembre 2013

di ENZO BIANCHI

Anno A
Matteo 3,1-12

 

 

Domenica scorsa, I di Avvento, Gesù ci aveva avvertiti circa il suo ritorno nella gloria: un evento inatteso, del quale solo alcuni erano consapevoli. Ma anche la sua venuta nel mondo era inattesa, anche se era apparso Giovanni il Battezzatore che aveva annunciato la venuta imminente del Signore.

Da più di cinque secoli la voce dei profeti taceva in Israele, ma ecco il nuovo Elia, con l’abito degli antichi profeti e di Elia stesso (cf. 2Re 1,8), che dal deserto di Giuda dove vive grida “Convertitevi!”, cioè “ritornate a Dio!”, “cambiate il vostro modo di pensare e di fare”, perché Dio sta per inter-venire, per venire in mezzo al suo popolo, al cuore dell’umanità. Giovanni assume l’annuncio del profeta Isaia che invitava i credenti a preparare una strada al Signore Veniente: lui è solo voce profetica, voce prestata a Dio...

E gli evangelisti annotano che la sua predicazione registra un forte successo: molti da Gerusalemme e da tutta la Giudea vanno ad ascoltarlo. Giovanni li invita anche a porre un segno che mostri il cambiamento intrapreso per la conversione: devono essere immersi nel acque del Giordano per deporre i loro peccati confessati ed essere rialzati dalle acque come creature nuove. Il segno narra l’evento, ma se l’evento della conversione non avvenisse, vano sarebbe il segno.

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