Natale del Signore

Ecco la dossologica celebrazione del Natale che noi viviamo. E se la viviamo così nella fede, nella fede salda, avremo pace. Perché la pace è promessa dagli angeli agli uomini che Dio ama, ma gli uomini che Dio ama ricevono questa pace soltanto se credono all’amore. Se noi crediamo all’amore, riceviamo questa pace, anche se fossimo nella sofferenza, perché vivendo così noi crediamo, aderiamo all’amore. Meglio essere nella sofferenza, nel dolore e nella prova, ma essere nell’amore – e l’amore non rimuove la sofferenza, anzi non c’è amore senza sofferenza e senza sacrificio –, che essere senza sofferenza ma non essere nell’amore fraterno, in quell’amore sincero, senza menzogna, fedele.

A voi fratelli e sorelle, a voi amici, soprattutto quelli che sono assidui alla vita della nostra comunità, a voi ospiti che magari incontriamo soltanto qualche volta, cosa può dire chi questa notte ha l’incarico di spezzare la Parola? Una sola cosa. Dio ha tanto amato l’umanità da realizzare l’evento dell’umanizzazione di se stesso, e noi celebriamo l’amore di Dio. Così noi realizziamo la salvezza che viene solo da Dio, dall’amore di Dio. Dunque ciò che veramente è importante come augurio questa sera è che siamo confermati nel credere all’amore, secondo le parole di Giovanni nella sua Prima lettera: «Noi abbiamo creduto all’amore» (1Gv 4,16). E chi crede all’amore, in qualunque situazione si trovi, conosce la pace che Dio dà agli uomini da lui tanto amati.

Enzo Bianchi