Funerale di Tommaso Padoa-Schioppa

 

Il mondo, nelle parole di Gesù, è l’ordinamento ingiusto, è l’odio, è la violenza! Ma il comando di Gesù è netto, non sic in vobis, “ma voi non così!”. Il messaggio di Cristo è infatti amore reciproco, l’amore che si esprime nello spendere la vita, nel dare la vita per gli altri, tutti fratelli e sorelle in umanità. Proprio perché si crede all’amore, nel cristianesimo si crede anche alla vita eterna, perché proprio l’amore vince la morte, solo l’amore è l’ultima parola, perché chi ama – è sempre Giovanni ad affermarlo – è passato dalla morte alla vita, chi ama fa l’esperienza di Dio in se stesso!

L’amore di Gesù per i suoi, narrato dal Vangelo che abbiamo ascoltato,  è vissuto fino all’estremo nel servizio, nel segno della lavanda dei piedi: il servizio, infatti, è il modo di essere nel mondo senza essere del mondo. Qui va ricondotta anche la testimonianza di Tommaso, come uomo e cristiano a servizio del bene comune. Era un uomo appartenente alla polis, coinvolto nelle vicende della polis, eppure distaccato, capace di una certa distanza che gli permetteva di tenere lo sguardo fisso sulla possibilità di un assetto, di un ordinamento più giusto, cioè meno ingiusto della società. Quando lo incontravo, mi veniva sempre in mente una parola di Dag Hammarskjöld, questo grande cristiano che fu segretario generale dell’ONU: “Merita il potere solo chi ogni giorno lo rende giusto!”. Lo stare nel mondo di Tommaso era obbediente alla logica paolina dell’entrare senza farsi assorbire, dell’abitare senza essere preda della propria costruzione... Per Tommaso l’arte della politica, alla quale si sentiva prestato, non era solo l’arte del possibile, ma l’arte di rendere possibile ciò che è giusto, ciò che è doveroso, ciò che è necessario all’umanizzazione e alla qualità della convivenza umana. Per questo era un uomo di silenzio, attento all’ascolto, aperto al pensiero degli altri, ricco di appassionata interiorità, capace di interrogare e di lasciarsi interrogare: in questo esercizio aveva raffinato le qualità della pazienza e della mitezza...
La custodia della nostra amicizia, la presenza di Barbara mi portano ora al silenzio...

Non c’è altro da fare ora che ringraziare il Signore di averci dato un uomo come Tommaso, un amico, un cristiano che sapeva leggere il bene comune e che, per realizzarlo, sapeva farsi servitore.

Sì, Deo gratias, a Dio il nostro rendimento di grazie!

ENZO BIANCHI