Giovedì santo

 

Per questo Gesù afferma subito dopo: «Avete capito questa azione? È l’azione del Kýrios, del Signore, è l’azione di Dio che io, quale didáskalos che insegna, che fa segno a Dio, vi ho mostrato» (cf. Gv 13,12-13). Sì, Dio è talmente diversi dai nostri padri terreni, che questa parola non è adeguata a definirlo neppure per analogia. Per tale ragione preferisco parlare di Dio come dell’Amante, dell’Amore infinito e radicalmente gratuito che non si deve mai meritare. «Io, il Kýrios innanzitutto, poi anche il didáskalos, vi ho lavato i piedi» (cf. Gv 13,14), dice Gesù. Ecco la grande rivelazione di Gesù: Dio è colui che ci ama fino a lavarci i piedi!

Per questo noi dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri: «Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri» (Gv 13,14). Dall’Amore di Dio, dall’Amore che è Dio scaturisce, dovrebbe scaturire, l’amore tra di noi che confessiamo, aderiamo, crediamo al Dio di Gesù Cristo. E qui, fratelli e sorelle, noi scopriamo la nostra miseria: non ci pieghiamo gli uni di fronte agli altri neanche con un inchino, tanto meno ci inginocchiamo di fronte all’altro, al fratello o alla sorella. Di conseguenza non laviamo i piedi dell’altro, ma guardiamo i suoi piedi per vederne la sporcizia, per giudicarlo. Non siamo nemmeno capaci di misericordia gli uni verso gli altri; anzi, se vediamo i piedi sporchi degli altri crediamo di avere noi i piedi puliti! E noi saremmo discepoli di Gesù, del Gesù che è Vangelo e del Vangelo che è Gesù? Dio è un termine troppo equivoco per gloriarcene, Gesù può essere molto amato da noi come «maestro ideale», come il Santo di cui ci siamo fatti il modello: ma il Dio di Gesù e Gesù stesso sono solo e soltanto ciò che c’è nel Vangelo, sono il Vangelo. I nostri piedi sono sporchi, e quanto più si è vissuto e camminato, tanto più sono sporchi. Forse gli altri non ce li lavano e noi non li laviamo loro, ma Gesù il Signore ci attende, nel nostro esodo da questo mondo all’Amore, per lavarceli.

Ecco ciò che questa sera viviamo come mistero di Cristo, nel segno della lavanda che chi presiede fa ai fratelli e alle sorelle. È solo un segno che dovrebbe essere memoria per il nostro vivere quotidiano. Vi confesso che l’unica domanda che mi faccio alla sera è: «Oggi ho lavato i piedi a chi ho incontrato?», e non sempre posso rispondere affermativamente. Guardiamo insieme a questo segno, nella fede e nella speranza che il Signore, quando saremo davanti a lui, ci laverà i piedi e ci introdurrà con lui nell’Amore senza fine.

ENZO BIANCHI

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