Epifania del Signore

 

Certo, hanno anche avuto bisogno di ricorrere a Israele, ai giudei per giungere alla vera destinazione, al bambino Signore del mondo. E una volta ricevuta la rivelazione, tramite i suoi testimoni, eccoli in adorazione: anche loro hanno visto il bambino e Maria sua madre. In quell’ora è caduto il muro innalzato tra cielo e terra, il muro che metteva noi da una parte e Israele dall’altra, è caduto il muro di inimicizia, ed è diventato possibile essere un solo corpo (cf. Ef 2,14-18). In quell’ora è stato aperto a tutti l’accesso all’alleanza, alla comunione con Dio, alla fraternità con Gesù Cristo. È una buona notizia per tutti, davvero per tutti: nessuno è escluso e il ringraziamento diventa ecumenico, da parte di tutto l’orbe terrestre e di tutto il cosmo.

Questo mistero è talmente dossologico, talmente riassuntivo di tutta la rivelazione cristiana, che ha dato origine a una straordinaria orazione dopo la comunione, che noi preghiamo sovente, in particolare nell’ufficio di mezzogiorno:

La tua luce, il tuo Spirito santo, Signore,
       ci accompagni sempre e dovunque,
       perché contempliamo con sguardo puro
       e accogliamo con amore
       il mistero di cui tu ci hai fatti partecipi.

È un mistero grande, di cui solo il Signore ci può rendere partecipi.

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