Mercoledì delle Ceneri

 

La quaresima che viviamo dovrebbe essere un esercizio per imparare a guardare meno a noi stessi, a non guardare gli altri nel giudizio che possono dare su di noi, a cercare di più lo sguardo del Signore. È uno sguardo che non ci spia, è uno sguardo di pazienza, ma è anche uno sguardo di severità. Perché la severità è una componente di Dio, non contraddice né la pazienza né la misericordia. Senza la severità non abbiamo chiarezza su di noi e neanche sulla verità dei nostri atti. Insomma, siamo chiamati a un’operazione di verità, di autenticità, operazione così necessaria per la nostra libertà, questa libertà che quando è posta davanti a Dio ci libera, ci solleva, ci fa respirare, ci dà una leggerezza non mondana, ma la leggerezza della pace di chi si sente in armonia con la sua vita e anche con ciò che lo attende davanti. Libertà profonda che mette tutti gli altri al loro posto, li fa compagni e non più invece dei puntelli per la nostra vita o per il nostro io, e di ciascuno di noi fa una persona dotata di parrhésia: una persona capace di dire sempre ciò che pensa, a costo di essere spiacevole; di dirlo e di dirlo sempre, a tutti, a qualunque prezzo. Questa libertà può renderci autentici e sempre di più mossi dallo Spirito santo, per essere sempre di più, per quanto è possibile, uomini che appartengono a Dio e non appartengono a nessun altro.

   ENZO BIANCHI

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