Giovedì santo

 

Il Signore ci attende dunque all’eucaristia. E qui dobbiamo dirlo: il Signore attende tutti i battezzati. Lo ripeto, tutti i battezzati che sanno discernere il corpo e il sangue di Cristo possono andare e, inchinati, stendere la mano: c’è il Signore che ci dà il suo corpo. Interroghiamoci anche su questo, come mai sia possibile che si vada all’eucaristia senza discernimento, e poi altri che andrebbero magari con discernimento, solo perché abbiamo messo delle barriere confessionali, non vi possono andare. Come se semplicemente il recitare le verità di fede bastasse senza una reale prassi. Chi è più vicino, fratello, sorella, madre di Cristo? Lo ha detto Gesù: chi fa la volontà di Dio (cf. Mt 12,50). Ecco, l’eucaristia è là: come mendicanti dobbiamo andare con grande discernimento del corpo di Cristo. E faccio un invito: il corpo di Cristo lo si discerne al di là della nostra confessione, non per far sparire le barriere che la storia ha innalzato e che indubbiamente sono barriere in cui Dio ne ha sofferto, ma perché il nostro occhio deve essere capace di vedere, al di là della barriera, quelli che discernono il corpo e il sangue del Signore e che in una prassi sono più fedeli di quanti magari vanno alla stessa eucaristia e non hanno questa capacità né di discernimento né di farne memoria.

Il Signore davvero ci porge l’eucaristia, accogliamo questo gesto straordinario. Io spero che la chiesa conservi questo gesto in cui l’eucaristia si riceve e non si prende: la si riceve, dopo aver assunto l’atteggiamento del mendicante, con il carico dei nostri peccati, perché l’eucaristia è un viatico per i peccatori, per quelli che si sentono tali. E quanti si sentono giusti, vadano o non vadano all’eucaristia, per loro non cambia nulla, anche se in realtà mangiano e bevono la propria condanna.

ENZO BIANCHI

vai a tutte le omelie del Priore ENZO BIANCHI