Cambiate le profondità del vostro cuore


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Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli
Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli

2 marzo 2020
Mt 4,17-25 (Lezionario di Bose)

17In quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».8Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. 19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». 20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. 22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. 24La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. 25Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.


“Da allora Gesù cominciò a predicare …”. Da allora, cioè dopo che Giovanni Battista è stato arrestato. Gesù riprende la sua predicazione; risuona la stessa invocazione accorata: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 3,2 e 4,17). Se vogliamo vedere un differenza, potremmo dire che nelle parole di Gesù l’accento è posto sulla seconda frase: “perché il regno dei cieli è vicino”. In lui ormai è vicinissimo; lui stesso è il Regno. Il vangelo di Luca lo dirà con chiarezza: “Il Regno di Dio è in mezzo a voi” (Lc 17,21). 

E subito l’invito metanoeîte - cambiate cioè le profondità del vostro cuore, del vostro modo di vedere e pensare la vita, voi stessi e gli altri - si traduce in un appello concreto che entra nella storia dei primi chiamati, entra nella storia della nostra vita, della mia vita per cambiarla. Pietro e Andrea, Giacomo e di Giovanni erano intenti al loro lavoro; non si trovavano in sinagoga o nel tempio a pregare, non erano chini sulle sante Scritture.

Era un qualsiasi giorno di lavoro; stavano gettando nel mare di Galilea le reti per pescare. Non stavano facendo niente di straordinario, ma proprio in quella quotidianità vissuta nella vigilanza, sono raggiunti da una parola che li interpella. Non si dice che videro passare Gesù; è Gesù che li vede, ma non sono distratti, non sono rinchiusi sulle proprie cose, nella convinzione di non aver bisogno di niente e di nessuno o nella disperazione di chi non crede più a niente e a nessuno, lasciano spazio a quella parola sconcertante, vorrei dire, destabilizzante.

La conversione, la risposta alla chiamata sconvolge ogni falsa sicurezza. “Venite dietro a me”. E la risposta è immediata: “subito lasciarono le reti e lo seguirono”, “subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono”. Il racconto fa emergere nitidamente la sproporzione tra ciò che i primi chiamati sapevano di Gesù e la loro pronta risposta, quasi a dirci che questa sproporzione resta in qualunque chiamata, anche nella nostra. Per quanto abbiamo studiato e scrutato le Scritture, per quanto abbiamo sentito parlare di Gesù, sappiamo ben poco di ciò che ci attende lungo il cammino dietro a lui.

Forse, se lo sapessimo, fuggiremmo spaventati! Ciò che consente quella rapida, immediata risposta è l’essersi fidati di quelle parole: “Il regno dei cieli è vicino”. Sappiamo poco di Gesù, sappiamo poco del cammino che ci attende, sappiamo poco anche di noi stessi: sapremo perseverare, non soffocare quella voce che dentro di noi a ogni istante, ci dice: “Vieni dietro a me. Non andare dietro ai tuoi pensieri, alle tue illusioni, alle tue paure. Vieni dietro a me”? Forse, un giorno, anche noi vivremo la tentazione di Pietro, che quando Gesù annuncia con chiarezza l’avvicinarsi della passione e della morte, esce in quel grido: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai!” (Mt 16,22) (forse in quel “non ti accadrà mai” è compreso anche il “non ci accadrà mai”!).

Gesù dice a Pietro: “Torna dietro a me”. Sembra sapere che Pietro, e noi con lui, era tentato di passargli davanti, di essere lui a stabilire la via, e Gesù lo richiama a stare al suo posto, dietro al Signore. E se, un giorno, anche a noi accadrà di pretendere un vangelo senza croce, un amore senza rifiuti e opposizioni, che ci sia qualcuno che faccia risuonare anche per noi il rimprovero e l’invito a ritornare dietro al Signore!

sorella Lisa


I commenti al Vangelo del giorno sono proposti seguendo il lezionario del Monastero di Bose