Accorrere al vero tesoro


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Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli
Disegno tratto dagli Exultet nel manoscritto IB49 della Biblioteca Nazionale di Napoli

24 marzo 2020

Mc 10,17-27 (Lezionario di Bose)

In quel tempo17mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
23Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio»


In questo capitolo abbiamo la descrizione di alcuni modi in cui la gente si avvicina a Gesù: le folle che accorrono a lui; i farisei si avvicinano sospettosi per metterlo alla prova, i bambini vengono portati a Gesù; e infine un uomo che gli corre incontro e gli si getta davanti in ginocchio. In tutti i casi Gesù riesce a entrare in relazione con ciascuno di loro e apre una strada da percorrere, ma che, come vedremo in questo episodio, spetta a loro scegliere di percorrere.

Nel brano di oggi si parla di un uomo che possedeva molti beni eppure il suo accorrere a Gesù è mosso da una mancanza. La sua ricerca è genuina, è costituita da un desiderio che non è soffocato dalle sue ricchezze, egli capisce che la vita va oltre a esse.

Egli fa una domanda ben precisa: “Maestro buono che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” (Mc 10,17). Quest’uomo appare essere una persona molto pragmatica, chiede cosa deve fare e soprattutto tutto quello che c’era da fare l’ha già fatto: “Tutte queste cose le ho osservate”, diciamo che quello che spetta a lui lo ha già rispettato e compiuto. Gesù a partire da questa sua obbedienza alla legge e quindi da questa sua ricerca verace gli chiede di compiere un passo ulteriore, che parte da un’azione che lui deve compiere ma che non dipende solo da lui, ed è proprio questo che destabilizza la sicurezza di quest’uomo. Gesù gli chiede di vendere le sue ricchezze e di aderire a un altro tesoro che lui stesso non si era procurato: quel tesoro in cielo che si riconosce mettendosi alla sequela del Signore. Un tesoro che non dipende solo dalla nostra intraprendenza economica, ma che ci mette in relazione con il Signore e con i nostri fratelli, dunque una situazione meno sicura e più precaria, ma che ci aiuta a costruire un’unità interiore: “Dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore” (Lc 12,34).

Quello che ha spinto l’uomo ricco a porre questa domanda a Gesù è proprio il desiderio di unità tra il suo cuore e il suo tesoro. A ragione sentiva il suo cuore lontano dalle sue ricchezze, aveva ben compreso che quello non era sufficiente, ma allo stesso tempo non è riuscito a liberarsi da esse e a compiere un gesto audace basato sulla fiducia a quel “maestro buono” che gli ha indicato una via per lui inedita, basata sulla fiducia in Dio e sulla sequela del Signore.

Il discorso di Gesù, dopo questo incontro, prosegue con i discepoli, anch’essi sconcertati per la difficoltà di potere entrare nel regno di Dio. Una tale difficoltà è insormontabile se pensiamo di doverla affrontare solo con le nostre forze. Anche qui compare una richiesta di fiducia da parte di Gesù verso di loro: il tesoro che chiede ai discepoli di vendere in questo momento è l’idea di fare da soli, dimenticando che c’è un Dio che fa grazia, che rende possibile quello che per noi è impossibile. Se il nostro cuore aderisce a questa fiducia troveremo davvero il nostro tesoro.

sorella Beatrice