“Il coraggio nella paura”


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20 aprile 2020

Lc 21,9-19 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:« 9Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
10Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, 11e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 12Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. 13Avrete allora occasione di dare testimonianza. 14Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; 15io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 16Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; 17sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 19Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».


Fare memoria di Dietrich Bonhoeffer è particolarmente significativo in questo tempo così peculiare. Pastore della chiesa luterana tedesca, è stato attivo oppositore al regime nazista durante la seconda guerra mondiale; incarcerato, scrisse varie lettere durante gli anni di isolamento e lontananza dalla famiglia, dagli amici, dalla chiesa. Morì ucciso per ordine del Führer stesso. Morì con fiducia e speranza nel Signore, sicuro che nemmeno un capello del nostro capo andrà perduto; con la sua perseveranza nella vita evangelica, perse la vita terrena, ma guadagnò la vita eterna.

Lasciamoci accompagnare dalle sue parole, che portano senso e sollievo ancora nel nostro oggi.

“Non tutto ciò che accade è sic et simpliciter ‘volontà di Dio’, per ogni avvenimento, anche il più infelice, passa un sentiero che porta a Dio”.

“Non c’è nulla che possa sostituire l’assenza di una persona a noi cara; non c’è alcun tentativo da fare, bisogna semplicemente tener duro e sopportare, ciò può sembrare a prima vista molto difficile, ma al tempo stesso una grande consolazione, perché finché il vuoto resta aperto si rimane legati l’un l’altro per suo mezzo. È falso dire che Dio riempie il vuoto, egli non lo riempie affatto, ma lo tiene espressamente aperto aiutandoci in tal modo a conservare la nostra reciproca comunione, sia pure nel dolore. 

I periodi di separazione non sono perduti o sterili per la vita comune e in ogni caso non devono esserlo, ma può costituirsi al loro interno – nonostante tutti i problemi – una comunione singolarmente solida. Qui ho imparato che i fatti possono essere sempre controllati e superati e che soltanto l’ansia e la paura, prima, le ingigantiscono. Dal primo risveglio a quando torniamo ad addormentarci dobbiamo consegnare le altre persone, in tutto e per tutto, a Dio e affidarle a lui e trasformare le nostre preoccupazioni per gli altri in preghiera per loro … Se poi d’improvviso quasi ogni possibilità di una nostra cooperazione viene bloccata, allora dietro tutta l’angoscia che possiamo provare per l’altro c’è pure una qualche coscienza che la sua vita è consegnata ora a mani migliori e più forti”.

“Durante la notte giungono gioia e dolore e prima che tu vi pensi, t’hanno lasciato ambedue per andare a dire al Signore come li hai sopportati. Tutto dipende da questo ‘come’, è più importante di ogni esito esterno, placa del tutto i pensieri sul futuro che spesso t’affliggono”.

Penso sia importante anche per noi il “come”: come riprenderemo la vita dopo questo tempo di isolamento? Ciascuno di noi è chiamato a pensarci per “attrezzarsi” interiormente ed esteriormente, per non lasciarsi bloccare da paure, e non perdere fiducia, speranza. Come dice Massimo Recalcati, sarà un tempo in cui dovremo vivere “il coraggio nella paura”, come tanti che hanno continuato a “fare” per garantire cura, sostentamento e beni essenziali per ciascuno di noi. 

Il Signore custodisca tutti noi.

sorella Roberta