La vitalità della Parola


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3 dicembre 2020

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 22,23-33 (Lezionario di Bose)

 In quel tempo 23vennero da Gesù alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogarono: 24«Maestro, Mosè disse: Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello25Ora, c'erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. 26Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. 27Alla fine, dopo tutti, morì la donna. 28Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l'hanno avuta in moglie». 29E Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. 30Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 31Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!». 33La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.


Nei brani di questi giorni del tempo di Avvento il dibattito tra Gesù e i suoi avversari è particolarmente vivace. Attraverso alcune parabole, Gesù cerca di rendere il suo messaggio più esplicito verso chi invece si sta rivelando sempre di più duro di orecchi, condizione che rivela una durezza del cuore che non riesce a essere scalfita dal messaggio di Gesù. I farisei, gli erodiani e, nel brano di oggi, i sadducei sembra che non si pongano neanche in una posizione di ascolto, ma sono distratti, tutti intenti a mettere alla prova e a cogliere in fallo Gesù. 

Il brano di oggi dimostra la chiusura della mente degli avversari di Gesù anche a scapito di una loro credibilità. La storia che i sadducei narrano a Gesù è veramente di tutt’altro genere rispetto alle parabole narrate da lui. Gesù parla in parabole perché chi è disposto ad ascoltare e ad accettare il suo messaggio possa capire e capire meglio; oggi, invece, i sadducei narrano un racconto, oltretutto grottesco, per prendersi gioco di Gesù e per dimostrare la loro posizione irremovibile. L’atteggiamento dei sadducei è di completa chiusura. Già è evidente dalla loro presentazione nel brano: essi vengono descritti come quelli che “dicono che non c’è resurrezione”. Nonostante giungano da Gesù per interrogarlo, sanno già qual è la risposta vera: la loro. Anche il loro modo di interpretare la Scrittura parte da un modo di porsi non dialogico. Non si prendono neanche la responsabilità di quanto vogliono dimostrare e strumentalizzano le parole di Mosè, estrapolandole dal contesto generale e rinchiudendole, invece, nella storia surreale che espongono a Gesù. 

La risposta di Gesù, anche in questo caso, non solo demolisce la loro teoria, basata su fragili fondamenti, ma riesce a riportare alla vita una Parola che era stata interpretata e usata in maniera mortifera, rinchiudendola in un dibattito fazioso che la rimpiccioliva in una casistica nevrotica. La prima risposta che Gesù dà loro è: “Vi ingannate” (v. 29). Niente di più vero: essi che hanno tentato di ingannare il Signore, sono rimasti in preda al loro stesso inganno. Sono rimasti intrappolati nel numero dei mariti e nel cercare di mettere ordine in un caos che loro stessi hanno creato: “Alla resurrezione di quale dei sette lei sarà moglie?” (v. 28). Non hanno aperto la mente e il cuore per conoscere quel Dio che Gesù proclama essere il Dio dei viventi; al contrario hanno tentato di soffocare la vitalità della Parola anche ridicolizzandola. Gesù dice loro che “non conoscono la Scrittura” (cf. v. 29): il loro modo di porsi davanti alla Parola non ha permesso di lasciarsi toccare da essa e quindi di conoscere quel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Non Dio dei morti, ma dei viventi.

Questo tempo di Avvento spinga ciascuno di noi a mantenere desto il desiderio di incontrare il Dio dei viventi e di vegliare perché la vitalità della Parola non venga soffocata dalle nostre teorie che prima di tutto ingannano noi stessi.

sorella Beatrice