Sotto le ali del Signore


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9 dicembre 2020

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 23,33-39 (Lezionario di Bose)

Gesù si rivolse a  scribi e farisei dicendo: «33Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geènna?
34Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città; 35perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria, figlio di Barachia, che avete ucciso tra il santuario e l'altare. 36In verità io vi dico: tutte queste cose ricadranno su questa generazione.

37Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! 38Ecco, la vostra casa è lasciata a voi deserta! 39Vi dico infatti che non mi vedrete più, fino a quando non direte:

Benedetto colui che viene nel nome del Signore!».


Siamo alla conclusione del discorso contro gli scribi e i farisei che stiamo leggendo da alcuni giorni.

I sette versetti su cui ci fermiamo oggi si dividono in due parti. La prima conclude i sette terribili “guai a voi”, con cui Gesù si scaglia contro scribi e farisei chiamandoli ipocriti, guide cieche e poi, proprio all’inizio del nostro brano, “serpenti e razza di vipere”. La seconda ci presenta il lamento di Gesù su Gerusalemme. 

Il testo proposto non è di immediata comprensione perché viviamo in un’epoca e in una cultura molto diverse da quella in cui viveva Gesù. Al contempo Gesù, utilizzando ben quattro specie di animali, aiuta molto la nostra comprensione. Infatti nelle specie animali siamo inclusi anche noi, pur essendo di sottospecie diversa. Inoltre il termine “animale” deriva da “anima”. Uomini e animali abbiamo una vita che proviene dal dono di Dio.

Primo animale citato è il serpente. A tutti viene in mente il serpente che ingannò Adamo e Eva. Inoltre i serpenti sono animali pericolosi che possono arrivare a uccidere, soprattutto attraverso il veleno contenuto nella loro bocca. Vivono in luoghi non abitati dagli esseri umani e, spesso nascosti, possono essere inavvertitamente disturbati reagendo con il loro morso letale. Lo stesso si può dire del secondo animale: le vipere. Dunque questi animali rimandano all’immagine negativa dell’ingannatore e del potenziale portatore di morte.

“Serpenti e razza di vipere” può sembrare un insulto, ma Gesù non era tipo da insulti! Il suo è piuttosto un invito a fare della bocca una portatrice di vita e non di morte. Del resto gli scribi erano dei dottori della legge, cioè gente che ben conosceva le sante Scritture per averle trascritte e studiate. Il loro compito era dunque trasmettere la volontà di vita in esse contenuta. Invece dalla loro bocca uscivano parole e progetti di morte che presto si realizzeranno contro Gesù.

Questo è un invito anche per ciascuno di noi. Interroghiamoci su ciò che esce dalla nostra bocca: è veleno di vipera, portatore di morte, o piuttosto eco della parola di Dio, e dunque portatrice di vita? E non illudiamoci che basti conoscere le Scritture o frequentare luoghi religiosi per far sì che questo avvenga! 

Nella seconda parte i due animali che vengono menzionati sono decisamente meno pericolosi: una chioccia e i suoi pulcini. L’agire di Gesù è paragonato a quello della chioccia. Gesù avrebbe voluto radunare i “figli di Gerusalemme”, cioè i suoi abitanti - compresi scribi e farisei - proprio come fa la chioccia che, dopo la nascita dei pulcini, per tenerli caldi li chiama a sé e li copre con le sue ali. Bellissima l’immagine delle ali! È l’immagine della protezione attenta che il Signore ha per tutti e ciascuno… ma tutti e ciascuno possiamo non volerlo. Questo avviene ogni volta che attacchiamo gli altri facendo uscire dalla nostra bocca parole che, come veleno di vipera, provocano morte. Al contrario, se dalla nostra bocca escono parole portatrici di vita, scopriremo come queste siano un riflesso della volontà del nostro Dio, che tutti e ciascuno vuole proteggere dalla morte con le sue ali affinché abbiano vita, vita piena, eterna vita.

fratel Dario