Generazione dell’attesa


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

Photo by Georgia de Lotz on Unsplash
Photo by Georgia de Lotz on Unsplash

15 dicembre 2020

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 24,45-51 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesùdisse ai suoi discepoli: «45Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? 46Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! 47Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni. 48Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: «Il mio padrone tarda», 49e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, 50il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora che non sa, 51lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti.


Aspettiamo chi? Aspettiamo che cosa? Aspettiamo come?

Aspettiamo un nome: “Marana tha!”, “Vieni, Signore” (1Cor 16,22); “Lo Spirito e la sposa dicono: ‘Vieni!’” (Ap 22,17), “‘Sì, vengo presto!’. Amen! Vieni, Signore Gesù” (Ap 22,20).

Aspettiamo “nuovi cieli e una terra nuova nei quali abita la giustizia”, “secondo la sua promessa” (2Pt 3,13). Aspettiamo la Gerusalemme celeste: “E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate” (Ap 21,4).

Aspettiamo il regno dei cieli: “Venga il tuo regno” (At 6,10). “Dato che queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la nostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del Giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova” (2Pt 3,11-13). Questo mondo va verso la sua dissoluzione, noi attraverso la nostra buona condotta e la preghiera del “venga il tuo regno” dobbiamo aspettarne il compimento e la fioritura. Opera di Dio, il solo che fa crescere.

Siamo dunque generazione dell’attesa secondo la promessa, da viversi alla luce della bellezza del vangelo (cf. Mt 28,19-20). Si tratta di attraversare la vita da svegli, giorno dopo giorno, prolungando nei confronti degli altri lo sguardo di fiducia, di speranza e di amore con il quale il Padre ci guarda in Cristo. Beato chi al suo ritorno, il giorno della propria morte, sarà trovato così in una vita costruita sulla Parola ascoltata, celebrata e vissuta, tesa a far fruttificare il proprio specifico dono-talento avuto a vantaggio dell’altro. Con un’avvertenza: l’attenzione a non spegnere la fiamma dell’attesa del faccia a faccia, arresi al “tarda”, al “temporeggia”, all’“indugia”; l’attenzione a guardarsi da una vita dissoluta che nel caso del maggiordomo della parabola diventa non servizio a quelli di casa sua ma dominio, rivelandosi inaffidabile e imprudente. Reciso e tagliato via. Ravviviamo in noi, giorno dopo giorno, il desiderio dell’incontro con il Signore, ora nella Parola, allora volto a volto. Egli, la buona notizia (cf. Lc 4,18), la dolce musica (cf. Lc 7,32), il giogo dolce e il peso leggero di Dio (cf. Mt 11,30).

fratel Giancarlo