Trasformare le pietre in stelle


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Photo by Rowan Heuvel on Unsplash
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1 gennaio 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 2,21 (Lezionario di Bose)

21Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Oggi è il primo giorno dell’anno.

Il passare del tempo è segnato da tappe di ricominciamento, sia nel tempo liturgico sia in quello civile. Ogni inizio ci apre con più forza, più speranza, più attesa verso qualcosa di nuovo lasciando dietro di noi ciò che è passato. Oggi vuol essere un giorno di fiducia nel futuro, nel tempo che viene, nel Signore che apre strade, che fa fiorire il deserto, che fa nascere cose nuove e inattese. “Perché quello che noi oggi percepiamo come pietre, Dio viene a insegnarci a trasformarlo in stella” (J. T. de Mendonça). 

Oggi è la festa del nome di Gesù e della divina maternità di Maria.

Un unico versetto del Vangelo di Luca è posto alla nostra meditazione. Un versetto che si può dire essere caratterizzano dall’obbedienza: 

- “si compirono” come prescritto gli otto giorni e Gesù viene circonciso secondo ciò che richiede la legge di Mosè;

- gli viene messo il nome Gesù, nome indicato dall’angelo a Maria;

- si fa accenno al grembo di Maria, la serva del Signore che con il suo fiat all’angelo, con l’obbedienza di umile serva dà spazio e corpo al Figlio di Dio perché diventi uomo.

Oggi è difficile parlare di obbedienza, di fedeltà, del portare a compimento ciò che viene indicato e proposto dalle Scritture: tutto questo sembra opporsi alla libertà, alla realizzazione personale. E invece non possiamo dimenticare che la nostra vita scorre all’interno di un fiume più grande, dove abbiamo una storia che ci precede e una storia che seguirà. Solo l’adesione e l’assunzione di questa storia che ci supera indietro e in avanti può collocare nella giusta dimensione la nostra vita. Maria e Giuseppe sono fedeli alla legge della loro religione e Gesù viene circonciso l’ottavo giorno, e sono fedeli anche alle novità intervenute nelle loro vite, al bambino che nasce danno il nome di Gesù come l’angelo aveva chiesto a Maria.

Tenere presente l’antico e il nuovo fa poggiare le nostre vite sulle solide basi di chi ci ha preceduto e ha tracciato un percorso per noi tramite prescrizioni e atti che segnano e fanno crescere la nostra vita, tutto questo però aperto al nuovo, all’inaspettato che arriva e si apre per ogni vita umana.

Giuseppe e Maria con la loro presenza silenziosa, obbediente, attenta permettono alla salvezza di realizzarsi, di trovare spazio e tempo tra gli umani.

Anche la nostra vita possa sempre più conformarsi all’evangelo e, nella fedele obbedienza alla nostra stessa esistenza, con lo sguardo fiducioso rivolto al Signore, possa essere segno di quell’amore grande che Gesù ha vissuto nella sua vita per tutti noi, fino al dono della sua vita.

Un nuovo anno, un nuovo tempo per rimetterci in cammino dietro al Signore, con la certezza che lui ci precede sempre. Per rinnovare la speranza e per cercare la gioia e la beatitudine nelle piccole cose di ogni giorno che, custodite nel cuore come Maria, divengono i segni che ancora oggi ci parlano dell’Emmanuele, del Dio con noi.

Profumo che si spande è il tuo Nome!

Signore Gesù, tu hai ricevuto il tuo Nome da Dio,
Giuseppe e Maria te l’hanno imposto,
tu salvi il popolo dai suoi peccati.

Signore Gesù, le genti pongono la loro speranza nel tuo Nome,
chi ti invoca viene salvato,
nel tuo Nome sono rimessi i peccati.

Signore Gesù, chi crede nel tuo Nome ha la vita,
nel tuo Nome è attinta ogni forza,
è predicata l’obbedienza della fede.

 

sorella Roberta