Fu generato


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Photo by Ella Ivanescu on Unsplash
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5 gennaio 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 1,1-17 (Lezionario di Bose)

1 Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.


Oggi veniamo immersi in una lista di nomi, alcuni apparentemente impronunciabili, che dischiudono storie lontane: tuttavia sono lì a chiederci di entrare in comunicazione con la nostra storia perché ogni vicenda possa trovarsi inscritta nella storia della salvezza

Con l’incarnazione di Gesù il tempo trova compimento: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna” (Gal 4,4). Nel Figlio si ricapitola la storia, ciascuno è riconosciuto della “stirpe di Dio”. La genealogia riassume, in forma estremamente condensata, tutta la storia di salvezza del popolo di Israele da Abramo a Gesù passando per la discendenza del re Davide. 

Il Vangelo secondo Luca risale da Gesù fino ad Adamo per arrivare a Dio (cf. Lc 3,23-38): l’universalismo lucano sottolinea che è proprio nella sua umanità che Gesù è Figlio di Dio.

Matteo sceglie l’espressione greca bìblos ghenéseos, calco di quella ebraica sefer toledot, “libro delle generazioni”, quindi anche “storia”: dal fare memoria di quanti lo hanno preceduto e atteso prende inizio la storia di Gesù, storia che è vangelo, buona notizia.

Gesù è riconosciuto come figlio di Abramo, al pari di ogni ebreo, erede delle promesse fatte ai padri. Ed è figlio di Davide, del quale è specificata la qualifica di “re” (Mt 1,6): l’apostolo Paolo allude alla “stirpe di Davide secondo la carne” (Rm 1,3), i profeti pensavano al Messia come “germoglio di Davide” (Is 11,1; Ger 23,5), e l’ultima pagina dell’Apocalisse fa dire a Gesù: “Io sono la radice e la discendenza di Davide, la stella radiosa del mattino” (Ap 22,16).

La genealogia è suddivisa in tre periodi di quattordici generazioni ciascuno: da Abramo a Davide, ossia l’ascesa del regno davidico; da Davide all’esilio babilonese, la caduta del regno; dall’esilio in Babilonia fino alla restaurazione messianica. Se si considera che quattordici sono i giorni di mezza fase lunare, si può riconoscere la prima fase ascendente, poi calante, e infine la fase crescente della pienezza messianica.

In mezzo a tanti uomini compaiano delle donne, normalmente lasciate ai margini della storia: Tamar, che con un inganno era riuscita a ottenere una discendenza da Giuda (cf. Gen 38); Rachab, la prostituta di Gerico che aveva offerto ospitalità agli esploratori (cf. Gs 2); Rut, la moabita, che aveva sedotto Booz (cf. Rt 3); Bersabea, la moglie di Uria l’Ittita, di cui si era invaghito il re Davide (fino a consumare l’adulterio e a far uccidere Uria, cf. 2Sam 11); infine Maria, la giovane di Nazaret.

Nella storia di salvezza compare l’impasto multiforme della vita, tumultuosa, fragile e “sbagliata” come quella in cui sempre ci troviamo coinvolti. L’evangelista non teme di riportare tra gli antenati di Gesù anche i segni del peccato, del volto umano sfigurato.

Con Maria si evidenzia l’intervento divino: non si dice più “generò”, bensì “fu generato”. Gesù fu generato da Dio. 

Dio conduce la storia verso il compimento in modi e tempi che non conosciamo, traendo il bene anche dal male. Facciamogli spazio in noi!

sorella Silvia