L’autentico cristianesimo


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

Photo by Maria Labanda on Unsplash
Photo by Maria Labanda on Unsplash

18 febbraio 2021

Dal Vangelo secondo Luca - Lc 9, 22-25 (Lezionario di Bose)

In quel tempo Gesù disse 22«Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
23Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. 24Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. 25Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?


Ieri abbiamo iniziato la Quaresima, che siamo invitati a vivere come un tempo di ritiro spirituale. Il vangelo ci ha indicato la preghiera, il digiuno e la condivisione come mezzi per esercitarci nella conversione a una fede più sincera, un amore operoso e una speranza viva. 

Siamo inoltre chiamati a tornare alla nostra verità profonda, a riconoscerci come creature mancanti, affamate, non solo del pane materiale, ma anche del pane di una parola di senso e di sostegno. È un tempo in cui allenarci per uscire da noi stessi e aprirci maggiormente al Tu di Dio, e al Noi con i fratelli e le sorelle in umanità e ai loro bisogni.

Oggi, la parola evangelica ci pone davanti il centro e il fondamento della fede e della vita cristiana: la pasqua di Gesù, il mistero della sua morte e resurrezione. L’apostolo Paolo alla comunità di Corinto parla della “parola della croce”. Scrive: “Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso” (1Cor 2,2). 

È un fatto – anche oggi – che la parola della croce è considerata scandalo e stoltezza per il mondo. Tuttavia, per chi è stato conquistato dal vangelo essa è sapienza e forza di Dio (cf. 1Cor 1,18-28). Nella parola della croce sta l’autentico cristianesimo, uno stile di vita altro. Se il mondo cerca potenza e gloria, spesso attraverso discorsi seducenti oppure comportamenti di prevaricazione, l’evangelo invita al servizio del prossimo, all’amore effettivo senza finzioni. Un amore come l’ha vissuto Gesù: “Nessuno mi toglie la vita: io la do da me stesso” (Gv 10,18). 

Gesù crocifisso rivela e incarna l’amore infinito del Padre. Per cui, egli “non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo e diventando simile agli uomini” (Fil 2,6 s.). Egli ha speso la sua vita ogni giorno facendo il bene, guarendo molti e insegnando.

Poi, Gesù invita tutti a seguirlo su questa via dell’amore, facendo appello alla libertà di chi lo ascolta: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (v. 23). La vita cristiana sta nel vivere quell’amore che, come Gesù, impegna interamente la propria vita, non in protagonismi, ma in una qualità di ascolto, di accoglienza e di disponibilità senza calcoli verso chi s’incontra e coloro con i quali si vive e si lavora nella vita quotidiana. In questo contesto, l’evangelista Luca menziona per la prima volta la croce. 

Sappiamo che la croce era lo strumento orribile con cui i romani eseguivano la pena di morte comminata a schiavi o forestieri che avessero commesso reati gravi. Tuttavia, il nostro sguardo non deve fermarsi su questo strumento di tortura. Diceva papa Francesco: “Se la croce è una croce senza Gesù non è cristiana”. Il nostro sguardo deve fissarsi su Gesù appeso alla croce e in lui contemplare l’amore infinito che si dona a ogni creatura. 

Che questa Quaresima ci doni l’occasione e il coraggio di riflettere su alcune domande: che vantaggio c’è nel correre ed esaurirsi per guadagnare un po’ di gloria di questo mondo? Non è forse più avvincente l’invito di Gesù ad amare fino alla fine, e in questa “perdita” trovare il vero guadagno, il senso della vita?

sorella Alice