Ma io vi dico


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Photo by Tom Barrett on Unsplash
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26 febbraio 2021

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt 5,27-37 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 1vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. 2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: 27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
31Fu pure detto: «Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto del ripudio». 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all'adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: «Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti». 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: «Sì, sì», «No, no»; il di più viene dal Maligno.


Ma chi è questo Gesù che oggi come ieri e anche domani continua a ripetere: “Ma io vi dico…”?

Non sta forse esagerando? 

Ci ricorda le norme della legge scritta con il dito di Dio su tavole di pietra e consegnata a Mosè sul monte santo del Sinai e subito si precipita a relativizzarla con quei martellanti “ma io vi dico”?

Sì, va bene che sappiamo che nel comporre il suo testo evangelico Matteo ci vuole presentare Gesù quale nuovo Mosè che ci porta una “nuova” legge, ma sta davvero esagerando?

Sembra proprio di sì!

Infatti molto spesso e non a torto Gesù è stato presentato come colui che va oltre l’osservanza legalistica dei comandamenti e adesso ci sentiamo dire non solo “non commettere adulterio” ma addirittura che “chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio nel suo cuore”?

Oppure, come abbiamo letto ieri, che il comandamento “non uccidere” viene infranto dal semplice adirarsi con il proprio fratello? Oppure dal dirgli “pazzo” o anche semplicemente “stupido”?

Senza parlare di quanto leggeremo domani sul fatto che non basta semplicemente amare il prossimo, ma bisogna arrivare ad amare anche chi ci è nemico e ci perseguita?

Nei vangeli il parlare di Gesù è autenticato dal suo agire, infatti i suoi insegnamenti rispecchiano esattamente il suo comportamento. Proprio così possiamo intendere anche gli ultimi tre versetti del nostro brano. Infatti il monito a non giurare e a usare un linguaggio che sia “sì” quando si vuole dire “sì” e “no” quando si vuole dire “no” avvalora proprio la tesi dell’allineamento tra il dire e il fare.

Allora qui siamo tutti spacciati? Nessuno può uscire indenne da una tale radicalizzazione della legge!

Dove dunque trovare una “buona notizia” nel testo evangelico di oggi?

La radicalizzazione di Gesù punta davvero al rendere impossibile l’osservanza della legge?

Non dimentichiamo che Gesù è venuto per salvarci e non per condannarci. L'obiettivo di tale radicalizzazione è dunque l’interiorizzazione delle esigenze divine che stanno all’origine della legge. E ciò che sta all’origine della legge è l’amore, l’amore fattivo degli altri, l’amore del “fare agli altri quanto si vuole sia fatto a se stessi”, infatti “in questo consiste tutta la legge” (Mt 7,12).

Se Gesù ci presenta la porta stretta è perché è attraverso di essa che dobbiamo passare. Gesù non dice che sia facile, non dà facili soluzioni perché sa che “larga è la via che conduce alla perdizione” cioè a felicità illusorie che in realtà finiscono per condurre a un’insoddisfazione di fondo.

Gesù non ci sta proponendo traguardi ambiziosi di auto-perfezione perché sa benissimo che condurrebbero a ritrovarci monchi e senza l’occhio destro. 

Quello che Gesù ci sta proponendo con quel martellante “ma io vi dico” è una custodia amorosa dei precetti del Signore, sicuri che così facendo custodiremo le nostre fragilità. Fragilità che sono il punto di partenza del cammino di conversione che in questo tempo di quaresima ci è dato di sperimentare per arrivare a correre con cuore dilatato e con l’ineffabile dolcezza dell’amore sulla via dei comandamenti di Dio (cf. Regola di Benedetto prologo 49).

fratel Dario