La durezza del cuore


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Photo by Austin Templeton on Unsplash
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15 marzo 2021

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,1-16 (Lezionario di Bose)

In quel tempo, Gesù 1 venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare. 2Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. 3Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». 4Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». 5Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. 6Ma dall'inizio della creazione li fece maschio e femmina; 7per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie 8e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. 9Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 10A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. 11E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; 12e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». 13Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. 14Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.


Nel passo del vangelo di oggi, Gesù si reca in Galilea e insegna alle folle e alla fine benedice i bambini. Fra la parola dell’insegnamento e la parola che è benedizione ha luogo il dialogo di alcuni farisei e dei discepoli con Gesù. Proprio la parola della legge è oggetto di questo dialogo: Gesù rimanda sempre i suoi interlocutori alla Scrittura, ma egli offre sempre una chiave interpretativa diversa per farci comprendere la volontà che muove il Creatore, all’origine di tutto e anche della Scrittura.

Gesù parla dell’indissolubilità dell’unione tra uomo e donna, ma se ci limitassimo per semplicità a una simile lettura, noi riproporremmo lo stesso schema dei farisei, imponendo agli uomini e alle donne una legge che è tale solo perché compare nella Scrittura. Gesù guarda sempre l’essere umano prima della legge, insegna alla folla mosso a compassione (cf. Mc 4,34) e accoglie i bambini come autentica benedizione nella vita. Egli ci mostra che l’interpretazione della legge è autentica solo nella misura in cui parte dall’essere umano, il cui bene è la sola volontà del Padre. 

Al centro di questo brano c’è un rimprovero che Gesù muove ai farisei: “Per la durezza del vostro cuore …”. La durezza del cuore si manifesta nella falsità delle parole dei farisei che interrogano Gesù non per conoscere, ma per metterlo alla prova e poterlo accusare. Il Signore smaschera la falsità del nostro parlare, la circoncisione del cuore invocata dal profeta Geremia (Ger 4,4) è anche purificazione della lingua secondo verità, rettitudine e giustizia (Ger 4,2).

I discepoli sono più volte rimproverati per la loro durezza di cuore (cf. Mc 6,32; 8,17), non comprendono il segno della moltiplicazione dei pani, sono incapaci di accogliere la gratuità del dono di Dio. In questa Quaresima il digiuno ci aiuti a riconoscere il Signore che ci dona gratuitamente il pane della vita vera.

Anche la comunione tra gli esseri umani, la storia d’amore tra due persone, la comunione all’interno di una comunità sono dono del Signore, egli unisce, vuole l’amore tra gli esseri umani, un cammino che sia apertura al futuro. Ma perché questo avvenga occorre una separazione, una cesura: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre…”.

La comunione autentica e duratura all’interno di una coppia, ma anche di una comunità potrà realizzarsi solo se ci sarà stata una separazione autentica. Dovremmo chiederci quante vicende familiari e comunitarie falliscono per questa mancata cesura con il passato.

Noi percorriamo con Israele il cammino nel deserto, verso la terra promessa, verso la comunione con Dio, ma benché Dio abbia fatto uscire Israele dall’Egitto, l’Egitto continua a dimorare nel cuore del popolo.

Un cuore così indurito non riconosce la gratuità del dono di Dio, e non riconosce l’altro nella sua piena dignità, come emerge dalla spiegazione che Gesù dà ai discepoli. L’altro è solo un oggetto che si può ripudiare e faccio presente che Gesù parla in questo senso indistintamente dell’uomo e della donna, mentre sappiamo come dai tempi di Gesù (cf. Gv 8,4) a oggi la categoria dell’adulterio venga pregiudizialmente attribuita alla donna.

L’uomo dunque è chiamato a custodire il dono di Dio che è desiderio di amore, di vita, di futuro per ogni essere umano all’interno di una storia di relazione.

Per riconoscere questo dono occorre un cuore di carne, nel quale le vie del Signore sono irrorate dal pianto (cf. Sal 84,6-7), allora potremo accogliere il Regno di Dio con la gioia e l’attesa dei bambini, avendo negli occhi quella stessa luce di speranza e gratitudine.

fratel Nimal