Un cammino di fiducia in mezzo a persecuzioni


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Photo by Aditi Gautam on Unsplash
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17 marzo 2021

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 10,28-34 (Lezionario di Bose)

In quel tempo,28Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, 30che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. 31Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi». 32Mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti. Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: 33«Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà»


Perché si segue Gesù? Solo “per causa sua e per causa del vangelo”, dichiara il Signore nel brano evangelico odierno (cf. v. 29). Non ci sono altre garanzie per un discepolo deciso ad andare dietro a lui se non la buona notizia che Gesù stesso offre nella sua persona. Nessun guadagno è promesso, nessuna sicurezza consentita né alcuna ricompensa pattuita: si può rispondere a questo appello solo gratuitamente.

Come può allora Pietro esprimere, con una certa ingenuità, la speranza di poter ricavare qualche cosa dal proprio sforzo virtuoso, compiuto con gli altri discepoli? “Noi abbiamo lasciato tutto”, lo sentiamo dire, e sembra sottintendere un po’ orgogliosamente: “Ci dovrai pure ricompensare per la nostra impresa…”. Vi leggiamo un atteggiamento in qualche misura mercantile, attento al proprio tornaconto, ma anche molto umano… L’abbandono dei legami e delle proprietà personali dietro a Gesù non mira tuttavia a una gratificazione. Tale rinuncia esprime piuttosto la libera decisione di abbracciare una vita conforme a colui che “da ricco che era si è fatto povero” (2Cor 8,9), e che lo ha manifestato esistenzialmente con il dono della propria vita, senza altra sicurezza che la fiducia nel Padre.

Al discepolo, tale abbandono non viene richiesto una volta sola lungo il camino. Nel corso della vita cristiana e della sequela di Gesù possono infatti nascere nuovi attaccamenti, rapporti magari non franchi o riconosciuti contrari alla libertà del vangelo, ai quali il discepolo è ancora chiamato a rinunciare. L’autenticità dell’esperienza spirituale fatta con il Signore spinge così a liberarsi di molte cose, pur ritenute a volte da chi le vive e da molti altri come realtà sante e buone. Ma devono essere identificate per quel che sono a confronto con la chiamata ricevuta: “spazzatura a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù” (cf. Fil 3,8). Però anche se così gli equilibri cambiano e gli assetti trovano nuove configurazioni, la sequela rimane, sostenuta dalla stessa fede.

La strada dietro al Signore non impone tuttavia l’isolamento del discepolo: lo porta anzi a un nuovo raduno. Appaiono in effetti moltitudini di fratelli e di sorelle, si usufruisce di campi abbondanti e si viene accolti in case numerose. Contare solo sulla grazia introduce in un cammino di fiducia che permette di esperire una generosità al centuplo. Tale moltiplicazione della fraternità e della condivisione manifesta già, come un’anticipazione, la grande comunione promessa nel Regno.

Si tratta però solo di una pregustazione parziale, non di un possesso plenario! Guai a chi crede che questi prestiti anticipati del centuplo promesso siano dei vantaggi definitivamente acquisiti: vi sono infatti associate persecuzioni. La realtà della comunione dietro a Gesù è ancora intrisa delle contingenze terrestri e non autorizza nessuna idealizzazione trionfalista! La salvezza non vi può essere rivendicata come una pretesa. Ci saranno ancora dei rovesciamenti, avverte Gesù: molti dei primi e degli ultimi vedranno le loro posizioni invertite. Per questo, il discepolo trova la propria fiducia unicamente nella benedizione invocata presso il Signore stesso che egli continua a seguire con fede.

fratel Matthias