Increduli prima e dopo


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Photo by Tanalee Youngblood on Unsplash
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5 aprile 2021

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 16,9-20 (Lezionario di Bose)

9Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. 10Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. 11Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

12Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. 13Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
14Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. 15E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. 16Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. 17Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

19Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
20Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.


Brano probabilmente aggiunto in un secondo momento, non per questo meno ispirato. Centone di elementi presi da altri racconti della resurrezione ricomposti in un messaggio specifico.
Secondo molti studiosi Marco si chiude sul silenzio spaventato delle donne al versetto 8; coerentemente con una logica interna che, tuttavia, la comunità ecclesiale ha sentito di dover completare.
Memoria di come sia a volte necessario andare al di là, aggiungere qualcosa per arrivare a una migliore comprensibilità e accoglienza, a un respiro più largo. Senza inventarsi niente, ma attingendo alla riflessione illuminata di altri per allargare lo sguardo e sottolineare ulteriori prospettive e percorsi.
La rielaborazione accentua l’incredulità/assenza di fede (cf. vv. 11.13.14). Contro il superficiale “tutto finisce bene”, nessuna riabilitazione dei discepoli rispetto alla fuga/misconoscimento durante la Passione: sono assolutamente non all’altezza ora come prima. Anzi, più si parla del Risorto, meno si crede.
Il non fidarsi di Dio e delle sue modalità è problema per la comunità dei credenti prima che per gli altri, problema di vita credente mia, prima che ambito di missione.
Consapevole che il Risorto, secondo le sue promesse, si rivolge a me bisognoso di perdono, mi accoglie in situazione colpevole.
Gesù risorto continua a essere Giudizio dei peccati e Vittima che non castiga gli uomini, ma persiste a essere espiazione e salvezza per tutti.
Il Signore risorto non va in cerca di altre persone più adeguate e meritevoli, ma recupera e invia quelli che sono venuti meno e continuano a venir meno. Compito di annunciare dato a quelli che sanno esperienzialmente cosa vuol dire non accogliere l’annuncio. Mai all’altezza del mandato, predicano il Vangelo del perdono vivendolo, accogliendo il rimprovero che svela la situazione ma non è mai respingimento.
Testimoni della misericordia sperimentata in prima persona e incaricati di annunciarla come realtà per tutti. Custoditi, protetti, abilitati per grazia a liberare e far stare bene, a contrastare il male (demoni) togliendogli spazio senza la pretesa di saperlo eliminare (scacciare, non annientare).
Segni per i credenti, non causa del credere. Non particolarismo e privilegio di qualcuno, ma sostegno per l’agire dei discepoli e di chiunque crede, di chi entra a far parte della comunità/corpo di Cristo (battesimo).
“Partendo, predicate…”: in piedi, via di qui, un necessario movimento per la missione. Nel nome e con la presenza del Signore, una parola da dire, un Regno da annunciare. Non predicare il fatto della resurrezione, ma il Vangelo del Risorto, gli effetti per la creazione tutta della sua presenza presso Dio e tra gli uomini.
“Fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio”: via di qui, missione compiuta. Intronizzato e seduto come giudice. Una regalità realizzata nei cieli.
Una Presenza che sa farsi assenza e genera spazio per gli altri, libertà, responsabilità, amore, novità.
Una Assenza che sa farsi Presenza, dietro le quinte, nel favorire l’operatività del parlare ed agire altrui, continuità, sostegno, riferimento, amore.

Fratello di Bose