Sulla parola di una donna sola


Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /home/monast59/public_html/templates/yoo_moustache/styles/bose-home/layouts/article.php on line 44

Photo by dario angeloni on Unsplash
Photo by dario angeloni on Unsplash

16 aprile 2021

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 4,31-42 (Lezionario di Bose)

In quel tempo 31i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». 34Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35Voi non dite forse: «Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura»? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. 37In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. 38Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». 39Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. 41Molti di più credettero per la sua parola 42e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».


Nei versetti finali del brano che narra l’incontro di Gesù presso il pozzo di Giacobbe con una donna di Samaria, quest’ultima è scomparsa. Se ne è tornata in città, per chiamare a raccolta presso Gesù la gente perché venga a vedere “un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto” (v. 39). Gesù intanto è rimasto solo e viene raggiunto dai discepoli, anch’essi andati in città “a far provvista di cibi”. La loro fatica nell’ora più calda del giorno pare ora vana: Gesù non sembra interessato al cibo che gli hanno portato. Delusione, sospetto – forse qualcun altro è stato più sollecito di loro nel portargli da mangiare? –, incomprensione reiterata nel passare dalla realtà delle cose al loro significato profondo… 

Gesù prosegue il suo insegnamento: se con la samaritana la narrazione della sua qualità messianica passava attraverso il linguaggio dell’acqua e della sete, ora è il rapporto con “colui che mi ha mandato” (v. 34) a essere raffigurato dal cibo e dalla fame, dalla mietitura e dal lavoro.

A noi, lenti e duri di cuore a capire il volere e l’operare di Gesù, resta l’enigma di chi crede di poter bastare a se stesso e non capisce che il “cibo” consiste nel fare la volontà del Padre, attraverso l’osservanza dei suoi comandamenti, anzi del comandamento nuovo lasciato da Gesù, l’amore gli uni per gli altri.

Ma anche i discepoli scompaiono: forse, ancora intenti a guardare i campi che già biondeggiano per la mietitura, si sono persi la promessa di Gesù sul rallegrarsi insieme di chi semina e di chi miete, l’annuncio che la gioia è piena quando è condivisa, quando chi ha iniziato il lavoro si incontra con chi lo porta a compimento, quando chi ha faticato negli inizi di un percorso condivide il salario con l’operaio dell’undicesima ora. 

Scompaiono i discepoli e appaiono i samaritani: sono ancora in città, hanno sentito le parole della donna che annunciava loro l’incontro con un uomo capace di dire tutte le sue azioni, hanno creduto a quella donna fino a quel giorno poco credibile, di certo non molto costante nelle sue relazioni. E allora i samaritani escono incontro a Gesù, lasciano le proprie certezze e chiedono a un estraneo, per di più giudeo, potenziale nemico, di fermarsi, di dimorare presso di loro. Il tutto sulla parola di una donna che si è scoperta “letta” nella profondità dei suoi sentimenti, del suo essere e del suo agire. 

Gesù accetta il loro invito e rimane con loro per due giorni. L’evangelista nulla ci dice di cosa Gesù ha detto o fatto in quei due giorni: forse ha ripetuto il duplice insegnamento sull’acqua e sul cibo, forse ha solo ascoltato la loro sete e fame, forse li ha invitati ad adorare Dio in spirito e verità. Non lo sappiamo, né sappiamo cosa i samaritani han detto a Gesù: lo hanno ringraziato? Qualcuno lo ha seguito? Sappiamo invece che non si sono scordati di chi aveva reso possibile quell’incontro: la donna dei cinque mariti sulla cui parola avevano accettato di mettersi in moto verso un Altro che non conoscevano. Sulla parola di una donna sola – quando nemmeno la testimonianza di due donne era valida per la legge – si è innescato il loro cammino di fede, quell’apertura all’ascolto che ora li ha portati a proclamare che quell’estraneo, loro concittadino per due soli giorni, è davvero il salvatore del mondo.

Chissà se il nostro semplice narrare ciò che il Signore ha detto è capace di muovere chi ci è accanto alla fede nel Signore delle nostre vite.

fratel Guido