Una luce che non abbaglia ma chiama alla fede


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Photo by Max LaRochelle on Unsplash
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17 maggio 2022

Dal Vangelo secondo Giovanni - Gv 8,12-30 (Lezionario di Bose)

In quel tempo,12 Gesù parlò ai suoi discepoli e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». 13Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. 15Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 16E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. 17E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. 18Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». 19Gli dissero allora: «Dov'è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». 20Gesù pronunciò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora. 21Di nuovo disse loro: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». 22Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: «Dove vado io, voi non potete venire»?». 23E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». 25Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. 26Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». 27Non capirono che egli parlava loro del Padre. 28Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. 29Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». 30A queste sue parole, molti credettero in lui.


Il brano proposto alla riflessione di oggi si apre con la solenne dichiarazione di Gesù: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre ma avrà la luce della vita”. E termina con: “A queste parole molti credettero in lui”. Questo l'itinerario che siamo invitati a compiere ogni qualvolta ci mettiamo in ascolto dell'evangelo di Gesù Cristo nostro unico Signore: Gesù si propone a noi come luceche illumina il nostro cammino nel mondo

In realtà, però, non sempre questo avviene. Infatti, altre luci si propongono a noi costantemente per illuminare cammini che sono tutt’altro che luminosi. E così il nostro credere in lui non è più un riconoscerlo come unico nostro Signore. La sua luce viene oscurata da altre luci, la sua presenza da altre presenze. Presenze che ci seducono strattonandoci da tutte le parti e facendoci così deviare dell’unico vero cammino di luce. Proprio per questo è necessario andare e riandare all'evangelo. Andare e riandare ogni giorno all’unica vera luce, all’unico nostro Signore Gesù Cristo.

Ma la testimonianza che Gesù dà di sé stesso, definendosi “luce del mondo” che conduce alla luce della vita, è vera? La domanda posta a Gesù dai farisei che lo ascoltavano è una domanda che anche noi ci poniamo. Infatti, se quei farisei dubitavano vedendo davanti a loro un semplice essere umano con tutta la fragilità e la finitezza che l’umano comporta, lo stesso accade anche a noi che abbiamo davanti la fragilità di una parola scritta su un foglio di carta. Noi come loro dobbiamo essere capaci di non scandalizzarci e di vedere in queste fragilità un mezzo di comunione con ciascuno di noi da parte di Dio Padre

L'umanità di Gesù e la lettera dello “sta scritto” permettono di superare la distanza fra l'essere umano e l’inaccessibilità di Dio, sono vie di comunicazione tra l’umano e il divino. Così Gesù diventa luce. Luce per tutti, luce del mondo, luce per le nostre vite. Gesù, infatti, non è semplicemente “la luce”, ma è “la luce del mondo”. Non è quindi una realtà chiusa in sé stessa, ma aperta: è luce “per”, è una luce che rischiara qualcuno, è luce per il mondo, è luce per l’umanità intera.

E Gesù è luce in quanto rivela la realtà di Dio suo Padre, in quanto è trasparenza del Padre. È questa fedeltà alla sua origine che lo rende luce di Dio in mezzo a noi. Questa la sua forza.

Ma, nonostante questa forza, Dio sceglie di mettersi in relazione con noi mostrandosi debole. Se così non facesse finirebbe per abbagliarci. 

Certo, questo Dio che viene a noi in forma così semplice rischia di scandalizzarci, perché fa saltare l’immagine che abbiamo di Dio. Se Dio non è forte e onnipotente, che Dio è? Ecco allora che entra in gioco la fede. A noi è richiesto di non scandalizzarci della piccolezza con cui Dio ci viene incontro. Per questo occorre leggere e rileggere le parole contenute nell’evangelo e arrivare così a essere tra quelli che ogni giorno possono dire: “A queste sue parole, anche noi crediamo in Lui”.

fratel Dario di Cellole