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Duccio di Buoninsegna
Duccio di Buoninsegna

5 gennaio 2023

Dal Vangelo secondo Matteo - Mt,1,1-17 (Lezionario di Bose)  

1 Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 2Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, 3Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, 4Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, 5Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, 7Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, 8Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, 9Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, 10Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, 11Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. 12Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, 13Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, 14Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, 16Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
17In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.


Con l’incarnazione di Gesù di Nazaret il tempo trova compimento: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna” (Gal 4,4). 

In Gesù, il Figlio, si ricapitola la storia; ciascuno è riconosciuto della “stirpe di Dio”. La genealogia ricopre la funzione di riassumere, in forma condensata, tutta la storia di salvezza del popolo d’Israele.

Anche nel Vangelo secondo Luca (che come Matteo riporta nei primi capitoli i “vangeli dell’infanzia”) troviamo una genealogia, che tuttavia risale da Gesù fino ad Adamo per arrivare a Dio (cf. Lc 3,23-38): l’universalismo lucano sottolinea che è proprio nella sua umanità che Gesù è Figlio di Dio.

Matteo sceglie l’espressione “libro delle generazioni”, quindi “storia”: dal fare memoria di quanti lo hanno preceduto, e atteso, prende inizio la storia di Gesù che verrà raccontata nel vangelo, storia che è vangelo, buona notizia.

“Libro della genesi di Gesù Messia figlio di Davide, figlio di Abramo” (Mt 1,1). Gesù è riconosciuto come figlio di Abramo, al pari di ogni ebreo, erede delle promesse fatte ai padri. Ed è figlio di Davide, del quale è specificata la qualifica di “re”: l’apostolo Paolo allude alla “stirpe di Davide secondo la carne” (Rm 1,3), i profeti pensavano al Messia come “germoglio di Davide” (Is 11,1; Ger 23,5), e l’ultima pagina dell’Apocalisse fa dire a Gesù: “Io sono la radice e la discendenza di Davide, la stella radiosa del mattino” (Ap 22,16).

La genealogia è suddivisa in tre periodi di quattordici generazioni ciascuno: da Abramo a Davide, ossia l’ascesa del regno davidico; da Davide all’esilio babilonese, la caduta del regno; dall’esilio in Babilonia fino alla restaurazione messianica. Se si considera che quattordici sono i giorni di mezza fase lunare, si può riconoscere la prima fase ascendente, seguita da quella calante (esilio), e infine la fase crescente della pienezza messianica.

È curioso notare che in mezzo a tanti nomi maschili compaiano alcuni nomi didonne, normalmente lasciate ai margini della storia: Tamar, che con un inganno era riuscita a ottenere una discendenza da Giuda (cf. Gen 38); Rachab, la prostituta di Gerico che aveva offerto ospitalità agli esploratori (cf. Gs 2); Rut, la moabita, che aveva sedotto Booz (cf. Rt 3); Bersabea, la moglie di Uria l’Ittita, di cui si era invaghito il re Davide (fino a consumare l’adulterio e a far uccidere Uria, cf. 2Sam 11); infine Maria, la giovane di Nazaret.

Nella storia di salvezza non compare dunque solo la stirpe reale bensì l’impasto multiforme della vita, tumultuosa, fragile e “sbagliata” come quella che ben conosciamo. L’evangelista non teme di riportare tra gli antenati di Gesù anche i segni del peccato, del volto umano sfigurato: le prime quattro donne attraverso unioni “irregolari” hanno comunque contribuito alla discendenza messianica. Vita piena non è vita “perfetta”.

Con Maria si evidenzia in massimo grado l’intervento divino: non leggiamo più, come nella lunga serie precedente che qualcuno “generò”, ma: “Maria, dalla quale fu generato Gesù” (Mt 1,16), generato da Dio. Dio conduce la storia verso il compimento, viene a dimorare in noi e tra di noi: facciamogli spazio!

sorella Silvia


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